giovedì 26 maggio 2011

Telefilm: bilancio della stagione 2010/2011

In queste settimane, una alla volta tutte le nostre serie preferite (parlo sempre della versione Americana) stanno finendo. Molte le rivedremo a settembre (troppo lontano!!) altre invece le salutiamo per sempre, in attesa di vedere se l’autunno ci porterà anche qualche nuovo telefilm con annessa ossessione spasmodica. E in questo clima di saluti mi sembra giusto volgere lo sguardo indietro e fare un bilancio di quella che è stata la stagione telefilmica 2010-2011 (premettendo che essendo un singolo essere umano con una vita non sono riuscito a seguire più di 12-13 serie!).

Quest’anno (a mio parere ovviamente) in definitiva non ci sono stati grossi cambiamenti rispetto alle precedenti stagioni, i bei telefilm sono rimasti interessanti, quelli in crisi hanno continuato la loro discesa.
Su Glee non voglio soffermarmici troppo (è previsto un post monotematico a riguardo) potrete quindi capire che l’ho apprezzato! Anche Grey’s Anatomy non mi ha deluso (a parte un finale di stagione un po’ fiacco, ma dopo quello della 6 è comprensibile!) e nonostante l’avanzare dell’età, ha sorpassato a pieni voti la fatidica settima stagione! La crisi del settimo anno è una cosa molto diffusa in questo ambiente, molte serie di successo iniziano il loro declino in questa fase, vedi Buffy che si è fermata proprio a quota 7 o Streghe che per un soffio fu prolungata per un’ ottava e ultima stagione, o il caso più recente di Dr. House che dopo settimane di incertezza è stato confermato anche lui per la 8 (e molto probabilmente ultima) con l’abbandono però di Lisa Edelstein (alias la Cuddy).
Ottimo anche The Vampire Diaries che nonostante ricorra a situazioni un po’ banali (vedi licantropi e vampiri antichi) riesce sempre a colpire e ad attirare l’attenzione in un susseguirsi infinito di colpi di scena. Siamo tutti in attesa della sua terza stagione!
Passando alle comedy, Cougar Town si conferma una serie molto godibile, senza troppe pretese riesce a far morire dal ridere sempre. Stesso vale per The Big Bang Theory che anzi con l’introduzione del personaggio di Amy Farah Fowler e aumentando la presenza femminile in una serie da sempre molto maschile, fa proprio un’ottima mossa, sempre più bello! (sono molto felice che sia stato confermato fino alla settima stagione già da ora!).
Non si può dire lo stesso di Private Practice e Gossip Girl! Entrambe le serie pur avendo degli episodi niente male, in generale restano decisamente noiose. La crisi della terza stagione (entrambe sono alla quarta e confermata per l’autunno la quinta) non è passata e questa evidente mancanza di idee originali inizia ad irritare (neanche il fatto che per GG Taylor Momsen (Jenny) e Jessica Szohr (Vanessa) siano state declassate da regular a guest star in pochi episodi, mi risolleva più di tanto ormai!).

Passando invece alle nuove leve, indubbiamente la serie più riuscita è Pretty Little Liars che con la sua prima stagione (dilatata talmente tanto durante l’anno da far sembrare quasi di aver visto 2 singole stagioni) ha riscosso un grandissimo successo e poiché di partenza è una serie estiva, rivedremo le nostre piccole bugiarde già il prossimo mese con la seconda stagione!
Decisamente interessante anche Misfits (so che è uscita anche la seconda stagione, ma visto che per la maggior parte, me compreso, l’abbiamo scoperta quest’anno, ne parlo come di una nuova serie), i suoi 6-7 episodi sono troppo pochi, questi disadattati ci piacciono molto! Peccato per la notizia che il personaggio di Nathan non ci sarà nella terza stagione. In questo caso però vorrei dire a i tanti che hanno affermato “Ora che non c’è più lui non la guardo la serie”, che per colpa delle manie di grandezza di un attore (è stato lo stesso Robert Sheehan a decidere di lasciare la serie) non è giusto intaccare un ottimo prodotto come questo, che può ancora dare tanto. Quindi forza e coraggio e continuate a seguirlo anche il prossimo anno!!
Per quanto riguarda le due “grandi” serie della HBO, The Walking Dead e Game of Thrones (che è ancora in onda), nonostante il successo e la fama ottenuti, io li ho trovati alquanto noiosi (soprattutto il primo che non sopporto proprio, ma ne avevo già parlato qui). Qualche speranza di miglioramento la mantengo ancora per il secondo, infondo mi dispiace anche un po’ che un prodotto così ben fatto abbia una trama così barbosa!
Al contrario sono molto contento che Raising Hope (la serie che avevo scoperto per caso, ricordate?) sia stata confermata per una seconda stagione. Adoro quella famiglia di matti!
Per non parlare di Sherlock, una miniserie (ha solo 3 episodi a stagione) che ripesca il personaggio del grande detective e lo inserisce nella Londra di oggi, fantastico!
Molto carini anche Incinta per Caso (ha solo una stagione però), Diario di una squillo per bene (non siate puritani, è una serie che ha molto da dare XD), Hot in Cleveland (Betty White è un mito!), White Collar (la seconda stagione è ancora più intrigante della prima), Melissa & Joey (l’attrice di Sabrina torna a farci ridere!).
E per ultimo (m non meno importante) vorrei parlarvi di una serie italiana (visto che io odio la tv italiana è già un’ottima premessa!) o meglio una webserie (si vede su YouTube insomma), Freaks!, prodotta e interpretata fra gli altri da Guglielmo Scilla (alias Willwosh). La trama ricorda molto telefilm tipo Heroes o Misfits, ma è interessante come prodotto. Una serie per giovani fatta da giovani che di certo non sarà il massimo della produzione, ma è sicuramente da seguire (è arrivata al quinto episodio e in effetti le cose si iniziano a complicare molto..forse troppo, ma è presto per giudicarlo con precisione).

Visto che le cose si stanno dilungando ho deciso che parlerò delle serie cancellate e di quelle nuove che usciranno questo autunno in un altro post, così da alleggerire la vostra lettura (e il mio lavoro XD).

Vi chiedo solo una cosa: come ho già detto non mi è stato proprio possibile seguire tutte le serie (anche quelle che adoro come Supernatural, Chuck, How I met your mother..), quindi se vi va mi farebbe piacere se nei commenti diceste qualcosa su uno o più telefilm che voi avete amato/odiato in questa stagione telefilmica, ma che io non ho nominato.

Vostro David

martedì 24 maggio 2011

Pirati dei Caraibi, Oltre i Confini del Mare – due parole



Tralasciando il titolo italiano che è sempre peggio (cosa sarebbero questi confini del mare? Ma chi lo ha creato non l’ha notato che il terzo film si chiama Ai Confini del Mondo?? Molto originali!), giusto ieri ho visto questo quarto film sui pirati disneyani e devo dire che nonostante le (solite) pessime premesse (lo fanno solo per soldi, basta sfruttare all’infinito i soliti personaggi) l’ho trovato molto carino!

C’è un’ottima fedeltà rispetto agli altri film (una cosa che ammiro molto nelle saghe; odio quando tra un film e l’altro ci sono differenze di stile o addirittura di attori), ma è da apprezzare anche l’autonomia di questa pellicola. Certo gira ancora intorno al grande Jack Sparrow (non poteva essere altrimenti), ma la storia è del tutto staccata dalla vecchia trilogia (a parte, come ho già detto, per quei dettagli e quei riferimenti al passato).

Il fatto che sia una storia autoconclusiva alleggerisce e colpisce di più lo spettatore, sarà anche per questo che l’ho gradita maggiormente rispetto al secondo (e forse anche al terzo), troppo complessi e intricati.
I vecchi personaggi non stancano (Capitan Jack come potrebbe?!) e i nuovi sono interessanti. Ci sono anche qui i Will ed Elizabeth della situazione (dopo l’abbandono di Keira Knightley e Orlando Bloom dovevano pur metterci qualcuno, anche se di loro certo non si sente la mancanza!) ed è sicuramente una coppia più originale (chi ha visto il film ha capito), pur avendo (giustamente e finalmente) un ruolo marginale; né poco né troppo, il giusto.
Simpatico anche il rapporto di odio-amore fra Jack e Angelica, però un Jack innamorato è un po’ strano a vedersi, è da dirlo!

Johnny Depp è sempre il migliore e il suo Jack (stranamente tendente al biondo questa volta) continua a far divertire ed emozionare come solo lui sa fare, senza mai deludere.
Brava anche la Penelope Cruz, un po’ insipida in certe occasioni, ma non ci si può lamentare.
Barbossa, Geoffrey Rush, questa volta invece è un po’ ambiguo e non parlo solo di ciò che fa il suo personaggio,  non so non l’ho apprezzato appieno.

 A mio parere (e qui molti storceranno il naso, lo so) se mettono sempre tanto impegno e precisione (e storie autoconclusive), possono farne anche altri 10 di film su Jack Sparrow (tra l’altro il 5 e il 6 sono già in programma in ogni caso), anzi se non fosse dannatamente costoso direi (da buon telefilo) che una bella serie sulle sue avventure io la guarderei volentieri! Personaggi così hanno sempre qualcosa da dare.
Ma, al solito, il rischio di cadere in sacrilegi e orrori è sempre altissimo (e aumenta ad ogni film) quindi se decidessero di finirla qui (qui nel senso con il 5 e 6) non mi dispiacerebbe lo stesso!

Consigliato? Sì. Non siate timidi, lasciate a casa i pregiudizi e godetevi un’altra bella avventura di Jack Sp..ehm pardon, Capitan Jack Sparrow!

Vostro David

PS: restate sintonizzati con noi (meglio dire con Me) perché presto ci saranno post interessanti sui telefilm che stiamo salutando (con arrivederci, addii o benvenuti) in questi giorni!!

venerdì 8 aprile 2011

Sucker Punch - parliamone



Parliamone…no davvero parliamone!!! Vi premetto subito che questo post sarà un continuo elogiare l’ultimo capolavoro di Zack Snyder (dopo lo schifo di Watchmen ha recuperato alla grande!). Dal trailer mi aspettavo molto da questo film e sono felice del fatto che una volta tanto non sono stato deluso, e dire che rischiavo di non vederlo (infatti mi scuso per il ritardo con cui ne parlo; è probabile che in alcuni cinema sia già, purtroppo, stato tolto).

Da dove cominciare? Dagli effetti speciali e visivi magnifici? Dalla trama accattivante e geniale? Dalla colonna sonora fantastica? Dalle attrice…be’ diciamo che non è un film che risalta molto la recitazione, però sono pur sempre belle da vedere!

E’ sicuramente una storia forte, non proprio leggera, turba in più punti, ma il suo fascino sta anche in questo! Per la trama vi lascio a Wikipedia o trailer vari, ma in ogni caso l’unico modo per capire davvero di cosa parla questo lungometraggio è di andare a vederlo. I salti tra realtà e fantasia sono abbastanza delineati (non è Inception ecco) ma un po’ di confusione potrebbe esserci soprattutto a film finito. Finalmente una pellicola in cui succede l’impossibile, ma che almeno è plausibilmente inverosimile. Non potrete mai dire “Dai su questa cosa è troppo assurda, è impossibile!” perché se c’è una cosa che insegna questo film è quanto può essere potente la mente e la fantasia. Molte le scene d’azione (e non da poco), anche se l’unica pecca di questo prodotto sta proprio nelle scene d’azione, assolutamente d’effetto, ma forse un pochettino lunghe, dopo 10 minuti inizi ad annoiarti!

Snyder ci ha abituati ad un certo livello visivo nei suoi film (vedi 300 o il già citato Watchmen, pessima storia ma visibilmente niente da dire) e non ci delude neanche questa volta. Inoltre la scelta di girare un film del genere senza l’ausilio del 3D potrebbe essere considerata stupida dagli ammiratori della “nuova” tecnologia, ma vi dirò che è stato meglio così, di certo non ci ha fatto mancare nulla! Ogni volta si viene catapultati in un mondo diverso, fantasioso e straordinario, che siano draghi o robot, cavalieri o soldati..insomma una goduria per gli occhi!

Non pensate però che il bello di questo film stia tutto nelle immagini o nella storia contorta, anche il messaggio morale di fondo è bello interessante e anche ben esplicitato a fine film (non ci si può proprio sbagliare quindi!). Ma anche in questo caso vi rimando alla visione per capirlo.

Dicevo prima che l’aspetto recitativo è un po’ messo in ombra, in effetti è così, ma penso che non ci si possa lamentare. Indubbiamente delle scene anche intense sono state rese alla grande anche grazie agli attori, ma in definitiva non c’è nessuno che spicca sugli altri per doti particolari (di certo non la Vanessa Hudgens, che per farsi la figa girando film tosti, alquanto diversi da High School Musical, finisce con l’essere un puntino che c’è o non c’è poco cambia).

La musica è sicuramente un altro pezzo forte. Guardando il film potrete capire che è anche rilevante, non a caso la musica è diegetica (ovvero è sentita dagli stessi protagonisti). Inoltre è anche divertente come ritmi così “moderni” possano essere presenti in un film che teoricamente è ambientato negli anni ’50 (ma come avrete capito l’ambientazione è piuttosto vaga e variegata).

Consigliato? Dopo tutto quello che vi ho detto come potrei dirvi di No!? Assolutamente! E non vedo l’ora che esca in dvd per potermelo rivedere e rivedere! Un ottimo prodotto da non perdere!

Vostro David

domenica 20 marzo 2011

Gnomeo & Giulietta - due parole



Ci eravamo lasciati la scorsa settimana con un film d’animazione che rivisitava il mito del Far West dal punto di vista degli animali del deserto, Rango, torno questa settimana con un altro film d’animazione che rivisita il grande classico di Shakespeare dal punto di vista degli gnomi da giardino, Gnomeo & Giulietta per l’appunto. Non so se considerarli due grandi film innovativi (dati i personaggi) o un sintomo della scarsa originalità che gira a Hollywood da un po’ di anni a questa parte (data la ripresa di vecchi classici fatti e rifatti). Inoltre non dimentichiamoci che nel 2011 è stato calcolato il record di film usciti o di prossima uscita che sono sequel, prequel o remake di film di successo. Della serie “A.A.A. Cercasi registi-produttori che vogliono rischiare con prodotti nuovi!!”. Ma questo è un altro discorso che non sta a me criticare..

Tornando al nostro film..Scelta curiosa e interessante quella di trattare la storia d’amore più famosa e tragica al mondo con degli gnomi da giardino, ovviamente è inutile dirvi che film d’animazione + storia d’amore per eccellenza = sdolcinatezza ai massimi livelli!
Inoltre riflettendoci bene per una volta il finale potrebbe non essere così scontato. Infatti appena entrato in sala mi ha attagliato un dubbio: ma alla fine i due protagonisti moriranno come nella versione originale o, essendo un cartone, ci sarà l’happy ending? Non voglio svelarvi la risposta, dovrete vedere il film!

Altro elemento che rende questo film molto curioso e divertente è la scelta di dare (almeno nella versione italiana, non so se anche in quella originale) accenti dei dialetti italiani ai vari personaggi!
Geniale l’idea di dare alle due controparti, Capuleti (detti i Rossi) e Montecchi (detti i Blu) rispettivamente accenti del sud e accenti del nord (visto che siamo freschi di festeggiamenti per i 150 anni di “Unità” d’Italia è una cosa fantastica!). Le risate sono assicurate!

Non posso non parlare anche della colonna sonora, anche questa molto Silly Love Song, dove notiamo (addirittura con un cameo gnomizzato..imperdibile) il grandissimo Elton John che rielabora nuove e vecchie canzoni. Da notare la canzone centrale “Hello, Hello” in cui il leggendario cantante fa un duetto nientemeno che con Lady Gaga, canzone molto orecchiabile, non proprio il genere della Mother Moster, ma indubbiamente carinissima (perfetta per il film insomma). Inoltre con i titoli di coda c'è anche un altro bel duetto sempre di Elton John con Nelly Furtado!

Consigliato? Assolutamente sì, è carinissimo! Ma attenzione, il film presenta un altissimo livello di scene smielate e romanticissime, quindi se siete dei cinici cronici o vi sentite acidi quella sera, lasciate stare, questo film non fa per voi! Io personalmente di solito non sono molto per le romanticherie, ma da un cartone animato che fa anche tanto ridere, l’ho accettato con la massima serenità!

Vostro David

martedì 15 marzo 2011

Rango - due parole



Voglio essere veloce nel parlarvi di questo film uscito venerdì. Come tutti i vari film d’animazione è sempre poco utile parlarne approfonditamente, sono da vedere e basta!

Devo dire che il prodotto si presenta molto bene, la scelta dell’ambientazione (il Far West) è interessante soprattutto perché è vista sotto il punto di vista dei tipici animali del deserto (ammetto che di molti non ho riconosciuto la specie!) e il protagonista, il camaleonte Rango (anche se non ho capito perché nel film viene sempre indicato come una lucertola) in cerca della sua identità (una metafora molto carina) è pronto a farci morire dalle risate quando da attore dilettante nel suo acquario diventa sceriffo di una povera cittadina in crisi a causa della mancanza di acqua.
Anche i temi che si vanno affrontando sono piuttosto interessanti: crisi d’identità, avanzata del progresso tecnologico a discapito della natura, l’ignoranza delle masse.. Non c’è male!

Bene allora è un film fantastico?! ..Be’ non proprio.
Per tutta la pellicola si rimane con un senso di insoddisfazione, come se mancasse qualcosa di fondamentale. Inoltre pur rilevando temi seri come quelli citati, non si riesce bene ad elaborarli. Sarà perché essendo un cartone non volevano farlo pesare troppo, ma è tutto molto confuso.
Delle belle scene ci sono sicuramente, anche se mi è sembrato strano che date le premesse non ho riso poi molto!
Poi non ho trovato significativo (in senso pratico, perché altrimenti è una bella mossa di marketing) l’idea di pubblicizzare tanto fatto che a doppiare Rango sia stato Johnny Depp. Magari nella versione originale poteva essere quasi quasi interessante (ma anche no!) ma l’identificare in generale questo film con Depp è piuttosto ridicolo.

Consigliato? Nì. E’ strano, ottime potenzialità e alla fine brutto non è, però lascia con quel qualcosa di non detto o non fatto, insoddisfatti ma non si capisce bene perché.

Vostro David

I Ragazzi Stanno Bene - parliamone



E così in un tranquillo martedì sera dove l’alternativa è tra la partita e l’Isola dei Famosi, ho deciso di vedermi questo film di cui tanto si è parlato date le sue 4 nomination agli Oscar (a proposito sono felicissimo che abbia vinto Il Discorso del Re per i premi più importanti!!).
Ammetto che non è il mio genere prediletto, preferisco fantasy solitamente per queste serate piatte, ma stasera ero in vena di qualcosa di più profondo. In effetti mi aspettavo qualcosa di più riflessivo date le nomination, invece ho trovato un film tranquillo con protagonista una normale famiglia “moderna” in cui due donne innamorate crescono due ragazzi di cui la maggiore sta per andare all’università. La scintilla che fa innescare eventi burrascosi è la volontà da parte del figlio minore di conosce il suo padre biologico (ovvero il donatore di sperma) e da lì il primo incontro ecc...

Temi decisamente nuovi, è il primo film che vedo che parla di certe cose in modo così sereno ed è una delle cose che ho apprezzato maggiormente. Problemi normali per una famiglia normale!

Mi ha ricordato un po’ Somewhere per la presa diretta con cui si mostra il tutto (ad esempio la poca presenza di colonna sonora), anche se in modo più movimentato e interessante (certe scene erano anche divertenti!). Nella prima parte del film ci sono quasi sempre dialoghi imbarazzanti tra i vari personaggi, il che rende tutto molto più realistico, anche se a me il troppo realistico dopo un po’ annoia nei film. Nella seconda invece vediamo un po’ più “azione” entrando nel vivo della storia.

Oltre alla vita di una famiglia con due madri (cosa ancora inconcepibile per molti, purtroppo) interpretate dalla fantastica Julianne Moore e dalla bravissima Annette Bening, vengono mostrati vari argomenti grazie ai caratteri dei vari personaggi. Abbiamo il cinquantenne che si gode ancora la vita pensando solo a se stesso e al presente (il donatore, alias Mark Ruffalo che presto vedremo come nuovo Hulk ne I Vendicatori), una brillante diciottenne con i suoi problemi d’amore e prossima all’inizio di una nuova vita al college (ho apprezzato particolarmente questo aspetto! Poi Mia Wasikowska è molto brava e mi ha fatto ricordare la sua Alice nel paese delle meraviglie), l’adolescente tranquillo e pacato le cui amicizie sono alquanto discutibili (il giovane Josh Hutcherson continua ad avere questi ruoli un po’ marginali nonostante credo abbia ottime potenzialità), ...Insomma ce n’è per tutti!

Ripeto non è esattamente il mio genere, quindi non posso dire che mi abbia fatto impazzire, però l’ho seguito volentieri e in definitiva mi è piaciuto (ottimo anche il finale!).
Consigliato? Per gli amanti del genere “siamo seri una sera, pur restando sereni e spensierati” decisamente sì!

Vostro David

domenica 27 febbraio 2011

Oscar 2011- Due film a confronto: Il Discorso del Re vs Cigno Nero

Pronti per la notte (questa notte) degli Oscar 2011?? Avete già il vostro film preferito per cui tifare? Sarete tra i cinefili folli che seguiranno la serata da mezzanotte fino alle 5-6 del mattino?
Per me questo è il primo anno che non ho impegni (scuola, uni) per il lunedì mattina (eh lo so che è dura seguire la cerimonia quando il giorno dopo ricomincia la settimana lavorativa) e spero di reggere e di vedermi una volta tanto tutta la serata fino alla fine e non dover vedere brevi attimi il giorno dopo su YouTube.
Per l’occasione quest’anno mi sono impegnato a vedere almeno 2 film (oltre a Inception e molti altri di cui vi ho già parlato) che hanno ottenuto molte nomination tra cui quelle più prestigiose, ovvero Miglior Film e Miglior Regia (potrete trovare l’elenco delle candidature qui) Così da avere almeno un’idea di cosa ci aspetta.
Per una serie di circostanze (e soprattutto perché erano i due che mi incuriosivano maggiormente) ho visto Il Discorso del Re e Black Swan (o Cigno Nero che dir si voglia).



Premetto che sono due film stupendi (il che è già una grande cosa contando il fatto che a me solitamente i film nominati agli Oscar non piacciono!) e che una trattazione di questo genere non gli rende giustizia, ma volevo provare una cosa nuova per voi (e per me).

Non so come facciano i giudici a votare e scegliere un solo film tra i vari nominati, le differenze tra i vari film (inclusi questi 2) sono abissali! Generi, trame, regia, attori..tutto così diverso!
Nel nostro caso, da un lato abbiamo (Il Discorso del Re) una pellicola (tratta da una storia vera) di genere storico in cui il re Giorgio VI d’Inghilterra deve affrontare il suo problema di balbuzie quando dovrà parlare al suo popolo all’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Dall’altro lato (Cigno Nero) abbiamo invece le vicende di una ballerina scelta per interpretare la protagonista de Il Lago del Cigni, tra tormenti, rivalità e lotta interiore (è difficile riassumere in breve la trama di questo film..è molto contorto e visionario).
Decisamente due prodotti diversi. L’unico punto in comune che sono riuscito a cogliere è il fondamento di tutto: i protagonisti principali si ritrovano a dover scontrarsi e lottare prima di tutto con se stesso, permettendoci di seguire la loro evoluzione psicologica. Due caratteri delicati e fragili che dovranno (scusate il francesismo) cacciare le “palle” per affrontare la loro prova più difficile, in un mondo che è tutto purché facile.

La regia è molto interessante, sono due film indubbiamente particolari, molto originali.
Nel Discorso del Re troviamo inquadrature singolari che non hanno nulla di casuale, dove si dà fondamentale importanza prima di tutto alla parola e al personaggio che parla (spesso posizionati ad un angolo dell’inquadratura e soli). I dialoghi tra il re e il suo logopedista sono sicuramente le scene più interessanti e geniali di tutto il film!
Nel Cigno Nero è tutto estremamente caotico e visionario/visivo, in un gioco di vedo-non vedo decisamente angosciante e apprezzabile. Sebbene sia un film dal budget non alto, gli effetti speciali sono notevoli, non solo nelle scene agghiaccianti, ma anche per quelle in cui alla ballerina professionista controfigura si è “attaccato” il volto di Natalie Portman che ha comunque dato del suo spesso. Senza contare la presenza quasi costante di specchi (simbolo per eccellenza della lotta interiore) e di una metafora-metamorfosi che collega la storia del film con quella dell’opera Il Lago dei Cigni, assolutamente sublime!
Non parliamo poi dei finali…vi dico solo che in uno mi sono commosso fortemente, nell’altro sono rimasto piacevolmente e profondamente colpito.

Per via della trama, Il Discorso del re presenta prove d’attore decisamente più numerose rispetto a Cigno Nero. Se in quest’ultimo l’essenza del film gira tutta intorno all’interpretazione della bravissima Natalie Portman (in un alternarsi crescente tra brava ragazza e la sua stessa nemica, senza contare la bravura nella danza), ne Il Discorso del Re troviamo un trio eccezionale: il re di Colin Firth è assolutamente degno di lode (non a caso, come la Portman, Firth ha la candidatura come Miglior Attore Protagonista), un personaggio con un simile problema di linguaggio non deve essere affatto facile da interpretare, ma lui lo ha reso benissimo. Poi abbiamo un grandissimo Geoffrey Rush (nomination come Miglior Attore Non Protagonista) che tolto barba e cappello da pirata (presto lo rivedremo nei Pirati dei Caraibi 4) ci presenta un logopedista decisamente sui generis, sempre pronto a tener testa ai problemi del suo illustre paziente anche con molta straordinaria ironia. Ma non dimentichiamoci della strepitosa Helena Bonham Carter (non posso nascondere la mia ammirazione verso di lei e sono contentissimo per la sua meritata nomination come Miglior Attrice Non Protagonista) che per una volta incarna un personaggio serio, la moglie del re, ma sempre notevolissimo (forse l’unica pecca di questo film è il fatto che la Carter non ha moltissime scene!).

Altro fattore da notare in questi due film è la colonna sonora. Il paragone tra i due è impensabile, ma sono accomunati da una scelta precisa e molto attenta, ricca di significati.
Ne Il Discorso del Re la colonna sonora è praticamente assente, come già detto si dà molta importanza alla parola e quale modo migliore per evidenziarla se non quello di udirla senza suoni in sottofondo?! I momenti in cui è presente, spesso in crescendo, sono carichi di significato e giustissimi (non a caso altra candidatura per il film è quella a Migliori Musiche).
In Cigno Nero la scelta per la colonna sonora è ricaduta non a caso sulle melodie dell’opera Il Lago dei Cigni (infatti non essendo musiche originali non è stato possibile candidare purtroppo il film come Migliori Musiche) e non solo nelle scene di danza, ma con vari arrangiamenti è presente in quasi tutto il film. Molto azzeccato e spaventoso!

Prima di vedere i due film non capivo perché, con simili trame, potessero essere nominati ai premi più prestigiosi del cinema, poi vedendoli era evidente, sarebbe stato assurdo escluderli!
Il messaggio che trasmettono (estremamente profondo più nel visionario Cigno Nero credo) è ammirevole e notevolissimo. Indubbiamente anche gli altri film candidati avranno i loro aspetti positivi, ma io non vi nego che farò il tifo per entrambi questi film!

Non mi resta che augurarvi buona visone (sia dei film nel caso non li abbiate ancora visti, sia della serata degli Oscar) e nel caso vogliate saperne di più potrete trovarmi sul mio Twitter dove commenterò come un forsennato tutta la notte o seguire il live blogging dal sito BadTaste.

Vostro David