martedì 17 luglio 2012

Biancaneve (“Volume 2”) - Biancaneve e il Cacciatore


Pochi mesi fa parlavamo della prima versione di quest’anno di questa classicissima favola (senza contare la versione della serie Once Upon A Time!), ed eccoci ora a parlare del secondo riadattamento, Biancaneve e il Cacciatore.



Sempre evidente la volontà di fare qualcosa di nuovo e diverso (magari prendere soggetti originali non richiederebbe tutte queste energie, ma lasciamo stare..), pur mantenendo certe costanti (la descrizione della protagonista, la strega cattiva e il suo specchio, il cacciatore e il principe, i nani e la mela). Ma a parte questi aspetti, è indubbio che questa sia la versione più innovativa di Biancaneve. Già i toni cupi, che tendono più ai Fratelli Grimm che alla Disney, ci fanno capire che la storia sarà alterata nei dettagli. Non ci si aspetta certo che Biancaneve da emblema della purezza diventi una combattente con tanto di armatura (cosa che ha evidenti controsensi all’interno del film stesso), né del racconto del passato della strega cattiva che quasi ci fa tifare per lei. Ma la cosa più particolare e inaspettata è la figura del Cacciatore che in questo caso diventa molto rilevante (tanto da spodestare i nani nel titolo). Nel viaggio per salvare il suo regno e arrivare al “principe azzurro” (che però è figlio di un duca e conosce Bianca dall’infanzia) la protagonista è affiancata per tutto il tempo da questo burbero cacciatore, Eric (per scoprire il nome l’ho dovuto cercare su Wikipedia perché nel film viene chiamato sempre “Cacciatore”). L’aspetto più assurdo è che questa vicinanza porta lo spettatore ad appassionarsi a questa improbabile coppia (anche per il fatto che invece il “principe” è alquanto inutile e insipido). E qui mi sembra che si finisca per lo stravolgere la storia un po’ troppo. Ma a quanto pare la cosa è voluta perché il finale lascia un po’ di dubbi, che evidentemente dovranno aspettare un seguito (sì, ci sarà un sequel...sempre più assurdo!) per essere chiariti. La cosa mi lascia un po’ interdetto, ma staremo a vedere!

La qualità migliore del film è comunque l’aspetto visivo. I colori freddi e scuri dell’imponente castello della strega o della foresta oscura, in contrasto con il mondo naturale, caldo e luminoso delle creature incantate è solo uno degli esempi di questo lungometraggio che ne fanno apprezzare la fotografia. Gli effetti speciali non mancano, in particolare le già citate creaturine magiche (tra fate bruttine, orchi enormi e mistici cervi bianchi) e lo specchio d’oro che si scioglie per prendere forma umana, una delizia per gli amanti del CGI.

Tutt’altra cosa per quanto riguarda gli attori. Sono tutti bellissimi (a parte i nani per ovvi motivi e il “principe” col volto dell’ex “pirata” Sam Claflin, che non è brutto poveretto, ma a confronto con gli altri è del tutto anonimo). Certo qualche dubbio su chi sia la più bella del reame tra Charlize Theron e Kristen Stewart viene spontaneo (per quanto adori Kristen, la Theron è oggettivamente una gran bella donna!) e di certo non passa inosservato quel ragazzone di Chris Hemsworth che avrà pure lasciato il martello, ma non ha perso i muscoli del possente dio Thor. Ma il bell’aspetto purtroppo non è accompagnato da un’altrettanta bravura recitativa, dobbiamo essere sinceri. Una cosa che ho notato particolarmente è l’enfasi troppo accentuata, soprattutto l’isteria che prende a Charlize in alcune scene dove si mette ad urlare come una pazza senza un motivo preciso.
Mi è piaciuta particolarmente la sua frase “Questo mondo corrotto avrà la regina che merita!” presente anche nel trailer. Solita frecciatina sociale? Forse, ma non ha tutti i torti.

In definitiva vi dirò che il film è bello, ottime le ambientazioni (anche se lo pseudo-Medioevo in cui è ambientato presenta non poche anacronie storiche, meglio pensarlo come al classico tempo indefinito del “C’era una volta..”) e da apprezzare è l’originalità delle strade che prende la trama. Ma la pellicola è caricata da troppe pretese, la volontà di renderlo un film Epico non è supportata dalla sceneggiatura che spesso si perde in sequenze vuote, che forse possono creare un mondo interessante (soprattutto da approfondire in seguito) ma che ai fini del film in sé si potevano evitare.

Consigliato? Direi di sì. Ha i suoi alti e bassi, ma si fa apprezzare.

Vostro David


venerdì 29 giugno 2012

L’Angolo del Pilot presenta: Le serie dell’estate


Per chi si aspettava una tranquilla e noiosa estate con le sue serie tv preferite in ferie dovrà ricredersi, questo è l’anno delle serie estive!
Non ho molta esperienza con le serie estive, solitamente più che guardare telefilm nuovi mi butto su vecchi classici che mi fanno compagnia per tutta la bella stagione (come le 10 stagioni di Friends!), quindi non so se la mia precedente affermazione sia condivisibile da tutti, ma per me lo è.
Avevo sì letto dell’arrivo di qualche nuovo show, ma sapete che spesso non durano (mi viene in mente il mega flop di The Nine Lives of Chloe King dell'anno scorso ad esempio) e per quelli che hanno successo, come Rizzoli & Isles o White Collar (che adoro!) attendo la versione doppiata per comodità e poi dopo la prima stagione tendono a dilatarsi in maniera irritante lungo tutto l’anno, come Pretty Little Liars (mamma che nervi!) quindi non le considero neanche serie estive.
Quest’anno però ho voluto guardare qualche pilot (l’ho fatto anche per i miei fanzzz e per questa rubrica) e l’esperienza mi è piaciuta! Non dico di aver trovato tutti bei prodotti, ma era interessante vedere quali erano le tendenze del momento. Immancabile un remake-reboot-sequel-prequel o quello che è (sapete bene come la penso a riguardo..), oltre a nuovi prodotti con vecchie conoscenze, ma soprattutto grandi nomi dietro la macchina da presa!

  • Bunheads: la trama non mi incuriosiva molto, e devo dire che il pilot ha avuto diversi alti e bassi, ma la mia fiducia verso la creatrice di questa nuova serie è stata talmente forte che ho continuato a seguirla, ed ora, al terzo episodio, già ne sono completamente appassionato! La mente dietro quel capolavoro seriale che è Gilmore Girls (ovvero Una Mamma per Amica), Amy Sherman-Palladino, è tornata con una storia tutta nuova e particolare sul mondo della danza e non solo (portandosi dietro anche alcuni attori della sua cara creatura, tra cui la straordinaria Kelly Bishop-Emily Gilmore). Sarà per l’ambientazione (una piccola cittadina), sarà per i volti familiari o per la musichetta di sottofondo che canta ancora “Lalala” che caricano il mio cuore di ricordi e nostalgia, ma Bunheads è sicuramente una serie che continuerò a seguire! Non è assolutamente ancora ai livelli di Gilmore Girls, ma il potenziale c’è!
  • Dallas: dopo Melrose Place e 90210, la tv americana ripesca, con un improbabile sequel, un’altra serie cult del passato, ma come non mi sono piaciuti i primi due (mi chiedo ancora come 90210 sia arrivato alla quinta stagione!!) non mi è piaciuto neanche questo. Ero restio già dall’inizio, ma non mi piace avere pregiudizi su show che ancora non vedo quindi una possibilità gliel’ho data e…non sono arrivato neanche a metà episodio! Trama vuota, personaggi nuovi insipidi, personaggi vecchi che probabilmente hanno tolto dalle case di riposo tanto sono vecchi e decrepiti. Bocciatissima!
  • Baby Daddy: ok lo ammetto, sono banale, sono frivolo, rido per le cose più stupide (a parte la comicità italiana..non sono così stupido), ma lasciatemi godere questa comedy che non ha nulla di originale (un ragazzo scopre di avere una bambina di pochi mesi ecc..) ma proprio per la sua semplicità e classicità è perfetta come serie estiva. Senza troppe pretese, fa bene il paio con il già consolidato Melissa & Joey (entrambe della ABC Family..la stessa di PLL e Bunheds!) e poi rivedere Jean-Luc Bilodeau (il giovane Josh di Kyle XY) che è diventato grande è divertente (e mi fa sentire alquanto vecchio!!).
  • The Newsroom: sicuramente la serie-evento della stagione, che vanta come suo ideatore Aaron Sorkin (grande sceneggiatore cinematografico, vi dice niente The Social Network?!), non ha deluso le aspettative. La HBO ormai basa la sua identità nel mettere in cantiere serie colossali (cito solo Sex and The City, True Blood, Game of Thrones ecc..) e dopo i vampiri e i re ha voluto approfondire il mondo della Newsroom, ovvero la redazione di un telegiornale americano, con un conduttore un po’ particolare e uno staff tutto da scoprire. Un’ora e 12 di adrenalina (con inquadrature veloci che accentuavano il pathos del momento), discorsi illuminanti (che ridimensionano drasticamente il mito americano) e un alternarsi di momenti grandiosi ad altri piuttosto irritanti. La prima mezz’ora non sapevo se amarlo all’infinito o spegnerlo e mandarlo a quel paese, ma nel complesso davvero eccellente!

Volevo parlarvi anche delle altre serie estive già classiche ormai, ma mi sono dilungato troppo quindi in breve vi dico che Pretty Little Liars è sempre il solito anche in questa terza stagione, tra odio e amore, tra banalità e grandi rivelazioni. Lo stesso vale per True Blood che alla sua quinta stagione mette al fuoco un po’ troppe sotto-trame, molte inutili che potevano evitare, altre decisamente più interessanti! Ma sapete qual è il mio motto ormai…staremo a vedere!

Vostro David

venerdì 1 giugno 2012

Telefilm 2011-2012. Bilancio Finale


E' finito Maggio, il mese degli adii in ambito seriale (oltre ad essere un mese stressantissimo per noi studenti), e visto che mi piace sempre fare qualcosa di nuovo, evitando i soliti banali elenchi, ecco a voi una mia particolare classificazione di tutte le serie che mi (e ci) hanno accompagnato in questi 8-9 mesi. Ogni telefilm ci ha regato qualcosa, dalle grandi emozioni alle noie più pesanti, ma vediamo come ricorderemo le stagioni (per alcuni la prima, per altri addirittura l’ottava) di questo periodo 2011-2012 (mi sono ispirato a qualche awards nello stile XD)

  • Serie Rivelazione dell’anno: Once Upon A Time (da una trama banale un gioiellino già cult!)

  • Serie Flop: Terra Nova (da grandissime aspettative una serie non all’altezza, infatti è stata cancellata..però forse una seconda chance gliela si poteva dare)

  • Grande Rivalutazione: Game of Thrones (abbandonata dopo i primi 4 episodi l’ho                                                                                   riscoperta con piacere da poche settimane)

  • Serie Sottovalutata: Ringer (il ritorno di Sarah Michelle Gellar in tv è stato tormentato e non sempre facile, ma in definitiva un’ottima serie ingiustamente cancellata)

  • Serie Sottovalutata 2: Pan Am (una squisita serie sull'equipaggio di una compagnia aerea degli anni ’60 con una esuberante Christina Ricci. E’ davvero un peccato sia durata solo 14 episodi...)

  • Crisi del Terzo Anno: Glee (io amo questa serie, ma come spesso succede nei teen drama, la terza stagione è stata costellata da trame insensate ed episodi inutili, si è ripresa negli episodi finali però. Grandi aspettative per la Quarta Stagione, ricca di cambiamenti)

  • Serie più cazzuta: Revenge (all’inizio ero un po’ titubante, quanto poteva durare una serie basata su una tizia che voleva Vendetta? ma poi mi sono innamorato di Emily Thorne!)

  • Cinico è bello: 2 Broke Girls e Don’t Trust the B---- in Apartment 23 (New York vista da due punti di vista molto diversi, ma entrambi divertentissimi e assolutamente…cinici!)

  • Ti seguo ma non so perché: Grimm, Girls e Private Practice (trame noiose e sequenze nonsense, quando delle serie non hanno nulla da darti ma le segui lo stesso, così giusto per)

  • Best New Comedy: New Girl (partita alla grande, qualche tentennamento a metà, ma poi finita alla grandissima, la nuova serie con Zooey Deschanel fa troppo troppo ridere!)

  • Good Comedy: Up All Night, Raising Hope e Hot in Cleveland (per quelle serate un po’ mogie non c’è niente di meglio di una buona cara comedy senza troppe pretese!)

  • Da Telefilm a Soap: Gossip Girl (sempre più ridicolo, sempre più assurdo, sempre più soap opera e sempre meno teen drama, potrebbe continuare per anni inutilmente. Fortuna che terminerà con la sesta breve stagione questo autunno. Prima di Natale finisce!)

  •  Guarda cosa ho ripescato: 30 Rock (ne ho sempre sentito parlare, ma non ho avuto mai modo di seguirla, e ora ho visto 5 stagioni in 3 mesi! Tina Fey For President!!)

  • Peggior Finale in miglior Serie: Grey’s Anatomy (dopo una gran bella stagione anche se ormai siamo all’ottavo anno, Shonda Rhimes mi scrive un finale a dir poco pessimo!)

  • Best New Drama: Scandal (avrà rovinato il finale di Grey e annoiato a morte con PP, ma Shonda ha ideato proprio una bella nuova serie, solo 7 episodi ma fantastici. In attesa della seconda stagione!)

  • L’Arte di allungare la zolfa: Pretty Little Liars (finalmente abbiamo scoperto chi è A. (per ora) ma ci sono voluti 22 luuuuunghi episodi per scoprirlo. Consiglio stagioni ridotte!)

  • Musical is the way: Smash (non ho sempre apprezzato certe scelte di trama, ma in definita una serie carina e un musical più moderato e adulto rispetto a Glee. Ci si vede nel 2013!)

  • Gli Intramontabili: The Big Bang Theory e The Vampire Diaries (dopo, rispettivamente, cinque e tre stagioni fa piacere sapere che certe serie non ti deludono mai!)

  • Best Trash Fantasy: The Secret Circle (speravo di trovare una nuova buona serie sulle streghe, e invece ho solo trovato la trashata dell’anno, infatti è stata cancellata. Addio!)

  • Oggi va bene, ma domani chissà: Misfits (dopo una stagione abbastanza carina arriva la notizia che nella prossima stagione quasi tutto il cast cambierà, chissà!)

  • Season Finale: Smallville (dopo 10 anni diciamo addio a Clark Kent, un ottimo prodotto, per un fantasy che ha fatto storia!..includo qui anche House e Desperate Housewives anche se non ancora sono terminati e mi trovo indietro nella visione. Addiooooo!!)

  • J. J. “Flop” Abrams: Alcatraz (JJ ultimamente non ha molta fortuna, è già il secondo anno che una sua nuova creatura chiude alla prima stagione, che succede?? Intanto sto rivedendo con grandissimo piacere Alias, ricordando i tempi d’oro di questo grande regista)

  • Barcollo ma non mollo: Cougar Town (il nostro carissimo cul-de-sac di alcolisti dopo aver affrontato una incerta (ma sempre strepitosa) terza stagione alla ABC in cui la si dava ormai per spacciata, tornerà per una nuova stagione cambiando canale, andando alla TBC!)

  • Serie più Geniale: Community (io ne ho visti tanti di telefilm, ma uno così assurdamente geniale credo mai. Prodotto un po’ di nicchia, è diventata in poco tempo una delle mie serie tv preferite in assoluto! Ora mi sto godendo la terza stagione e a settembre la numero 4!!)


Come sempre mi scuso se manca qualcosa, ma data la solita scelta serie come Chuck, Supernatural, How I Met Your Mother, Fringe, White Collar, Modern Family ecc.. sono per me serie estive dato che aspetto la messa in onda italiana.

Quanto agli Upfront delle nuove serie che arriveranno il prossimo autunno (o il prossimo anno) attendo di vedere i Pilot per parlarne (comunque sul mio profilo Twitter ho commentato un po’ di trailer visti). In effetti ci sono poche serie che sono curioso di vedere: 666 Park Avenue, The New Normal, The Carrie Diaries, Revolution, Elementary e Partners. Staremo a vedere!

Vostro David


venerdì 18 maggio 2012

Dark Shadows


Quando libri, videogiochi, telefilm (e anche giochi da tavolo!) non bastano più come ispirazione, ecco che ripescano (la solita Warner birbona) una soap opera soprannaturale della fine degli anni ’60 e la mettono nelle mani di quel genio pazzo e visionario di Tim Burton che chiama a raccolta la sua cara e straordinaria (e altrettanto pazza) mogliettina Helena Bonham Carter e il suo ormai fidato primo attore Johnny Depp (alla loro ottava collaborazione) ed ecco che ci sfornano Dark Shadows.



Burton ci ha sempre regalato pellicole eccezionali dove a storie travagliate ed emozionanti ha sempre unito ad uno sfondo gotico, oscuro (dark è proprio il caso di dire) quel pizzico di velata ironia che piace tanto. In questo film il marchio Tim Burton è ovunque, rappresenta appieno le sue personali caratteristiche come regista e artista. Ma (ebbene sì c’è un ma!) forse è talmente tanto burtoniano da non esserlo, non del tutto. E’ difficile da spiegare (e anche io non lo comprendo bene) è una sensazione, un retrogusto che resta per tutto il film, come se a tutte queste idee, immagini, scene, musiche magistralmente mescolate, mancasse un qualcosa che renda Dark Shadows un capolavoro senza tempo. Forse se avessi visto la soap avrei colto qualcosa in più (ma scusatemi non ero ancora nato). Perché effettivamente un’altra impressione è quella che ci siano tante sfumature che tutti i personaggi e gli eventi nascondono ma che in due ore non possono essere svelate. Ma questa più che una critica è una semplice annotazione, anzi sono stati bravissimi a modellare 1.225 puntate in una trasposizione che ha una sua logica successione di eventi!

Degli attori, Depp sicuramente interpreta bene la sua parte come sempre, il rigido e involontariamente divertente vampiro che si ritrova in un’altra epoca dove tutte è cambiato (dal 1760 si passa al 1972), ma devo dire che la miglior performance l'ho riscontrata in Chloe Moretz. Questa giovane e promettente quindicenne si è già conquistata le mie simpatie e ammirazione in Kick-Ass, e qui non fa che confermare la sua bravura da nastro nascente del cinema (è da tenere d’occhio!). Il ruolo da adolescente ribelle con un qualcosa che evidentemente nasconde, con quell’aria di menefreghismo e sarcasmo che la accompagna sempre e la passione per la musica, la rendono decisamente il personaggio più intrigante. Ottime anche le altre figure femminili, dalla sempre variopinta Helena che fa una psicologa ubriacona, a Michelle Pfeiffer la cui recitazione è molto pronunciata (quasi da soap direi, quindi voluta?) ma che non stona con il suo ruolo da matriarca che gestisce casa e famiglia, ed infine Eva Green che come fa lei la sensuale e psicopatica strega cattiva nessuno.

Quanto alla colonna sonora, Danny Elfan (un altro affezionato collaboratore di Tim) riesce molto bene ad unire i due generi assoluti del film, il comico e l’horror, in una serie di musiche a tratti a dir poco esilaranti e a tratti decisamente terrificanti. Anche se in certi punti questo cambio di tema, a volte anche piuttosto repentino, può destabilizzare (quando da una scena supercomica si passava in un secondo ad un momento di vera paura mi sentivo particolarmente inquietato). Ad eccezione della musichetta dei titoli di testa che ho trovato del tutto inappropriata per il genere del film, adatta più ad un road movie direi (legata forse all’immagine del treno che dava quell’idea in effetti).

Comunque niente da dire, visivamente ben fatto (anche se mi aspettavo di più, ma la casa-maniero Collins è eccezionale), bravi attori, scene brillanti e di particolare interesse il significato dato al sangue (attenti al monologo iniziale!). In questo periodo di vampiri ovunque, oltre ai classici motivi di vita-morte, nutrimento e maledizione allo stesso tempo, stavolta il sangue è anche il simbolo del legame che unisce e rende importante la famiglia. Tema cardine della storia, i personaggi, prima di essere un gruppo di individui particolari capitanati da un vecchio antenato vampiro, sono una famiglia.

Consigliato? Ma certo! La coppia Burton-Depp non delude, però non so, manca qualcosa per renderlo perfetto, a saperlo cosa!

Vostro David

martedì 1 maggio 2012

Hunger Games


“Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capital City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell’Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo…”



Questo l’incipit del libro Hunger Games (di Suzanne Collins, editore Mondadori) e credo che se vogliate vedere questo film è il caso che lo sappiate. Non il solito fantasy tra draghi, mondi dentro l’armadio o vampiri, niente smancerie tra innamorati. Qui si parla di un futuro post apocalittico dove chi è al potere sottomette il popolo ai suoi, è proprio il caso di dirlo, sporchi giochi. Ma è anche la storia di una povera ragazza, Katniss (del Distretto 12, il più povero) che non sogna un futuro, troppo presa a sopravvivere nel suo misero mondo con la sorellina minore e la madre depressa, che però si ritroverà suo malgrado proprio in questi giochi al massacro. Ce la farà? Riuscirà a tornare a casa dalla sua famiglia, dal suo amico Gale? Le probabilità non sono a suo favore, in 74 anni di giochi solo 2 persone del suo Distretto hanno vinto, lei sarà la numero 3?

Forse sto parlando troppo della storia così come l’ho imparata nel libro (che una cara amica mi ha fatto leggere quasi un anno fa, quando per averne una copia dovevi ordinarla e aspettare un mese, mentre ora è ovunque), ma il bello di questo film sta anche nella fedeltà assoluta al primo volume di questa appassionante trilogia letteraria. Forse inizialmente è un po’ confusionario (ho dovuto spiegare alle amiche con cui ho visto il film alcuni dettagli), ma in definitiva è un’ottima trasposizione. Non tralascia niente di importante e quando cambia qualcosa lo fa per il meglio (soprattutto per evitare monologhi interiori per spiegare certe situazioni). Poteva essere un film vietato ai minori date le scene di forte violenza, ma il regista Gary Ross ha ammortizzato questo fattore senza però far perdere di intensità. L’adrenalina che si sentiva tra le pagine è riportata (se non accentuata) sullo schermo, ogni emozione di odio, di rabbia, di amore e dolore è lì, pronta ad avvolgervi in 143 minuti che volano via in uno schiocco di freccia.

La prima parte è carica di attese, tutti i preparativi per i giochi. Ottime le ambientazioni, rese benissimo le case decrepite del Distretto 12 in contrasto con i lussuosi e imponenti edifici della ricca Capital City (come i loro pacchiani abitanti, con strane ed eccentriche acconciature e abiti. L’apparenza prima di tutto). Ed ancora più appassionante la seconda parte, quella dei veri Hunger Games, tra fitte foreste, strani animali e  pericoli di ogni genere in agguato. Non basta la forza fisica, serve anche astuzia e decisamente molta fortuna, inoltre è essenziale che chi guardi questo agghiacciante reality si interessi a te, così che possa pagare molto per poterti dare una mano come sponsor. Ed è qui che entra in gioco il rapporto particolare che Katniss costruisce con l’altro tributo del suo Distretto, Peeta. Giocano la carta dell’amore tragico, i due innamorati sfortunati che finiranno per uccidersi l’un l’altro. Ma quanto è vero (e soprattutto per chi dei due è vero) e quanto è solo pura strategia?

La scelta degli attori in un primo momento mi aveva lasciato dubbioso, ma poi mi sono felicemente ricreduto su Jennifer Lawrence (Katniss) e Josh Hutcherson (Peeta) che sono stati all’altezza delle grandi aspettative che i loro ruoli da protagonisti richiedevano. Splendida anche la irriconoscibile Elizabeth Banks (qualche telefilo la ricorderà in Scrubs o 30 Rock) che interpreta benissimo la stramba guida ai giochi del Distretto 12, che sembra essere l’unica a trovare eccitante e divertente questa inquietante situazione. Bravo anche Lenny Kravitz che tolti i panni del cantante si dà alla recitazione. E come al solito perfetto nel ruolo più eccentrico di tutti Stanley Tucci, al contrario dell’anonimo (causa anche il suo ruolo, almeno nel primo film) di Liam Hemsworth, che vediamo giusto in qualche scena nel ruolo dell'amico di Katniss, Gale.

Preparate i fazzoletti (c’è da piangere), prendete tranquillanti per tenere a bada il cuore durante le numerose scene ansiosissime e ricche di colpi di scena, e godetevi questa nuova, originale, adrenalinica avventura (e non disperatevi per il finale, è stato già ufficializzato il sequel!). In una battaglia alla sopravvivenza (e anche alla voglia di libertà contro la tirannia) tiferete e amerete la giovane protagonista.

Vostro David

domenica 29 aprile 2012

The Avengers


L’attesa è finita. Dopo 6 film, milioni di dollari e anni di lavorazione e progettazione ecco che è arrivato nelle sale il Film, il primo che unisce alcuni tra i più grandi eroi Marvel (per la precisione Iron Man, Hulk, Captain America, Thor, Vedova Nera, e la new entry Occhio di Falco) in un’unica grande avventura. E non siamo stati assolutamente delusi!



Premettendo che ho sempre apprezzato questo genere di film, The Avengers è sicuramente il migliore che la Marvel abbia elaborato in questi anni. I rischi erano tanti, grosse le aspettative e riunire personaggi che solitamente valgono molto da soli non era facile, ma la scommessa è stata vinta. E ovviamente il merito è anche di quel grande, unico, mitico, il Maestro, Joss Whedon.
Whedon mette tutto se stesso in questo prodotto e se ho ripensato nostalgicamente a combattimenti in stile Buffy (la sua creatura più riuscita) soprattutto nelle scene d’azione con l’unica donna del gruppo, la Vedova Nera (alias Scarlett Johansson), indubbiamente il marchio whedoniano lo si ritrova nell’umorismo che accompagna tutto il film. E’ vero che una caratteristica di questi cinecomics è proprio l’ironia di qualche battuta (soprattutto nei film di Iron Man con il divertentissimo Robert Downey Jr.) ma questa volta si ride per ridere, forte e da mal di pancia. E la bravura di sceneggiatori e regista sta proprio nell’usare l’ironia per allentare la tensione di qualche scena importante, senza renderla una buffonata ovviamente (non che manchino scene emotivamente drammatiche...ma non vi dico altro per evitare spoiler).
Quei 141 minuti scorrono che è una meraviglia, nessun momento superfluo o noioso (non manca la morale del mondo che ha bisogno di uomini giusti ecc..), ogni scena è interessante e ci racconta bene come un gruppo di strani individui non molto disposti al lavoro di squadra, diventino un Team eccezionale per salvare il mondo (una cosa che ho notato è che nella battaglia finale, una volta tanto, si fa attenzione alla gente che si trova sul fuoco incrociato, mentre di solito ti vedi una moria di persone fra esplosioni e disastri senza che nessuno batta ciglio..ci sono anche qui certo, però ci fanno attenzione!).
Il tutto senza che nessuno di loro sia un gradino al di sopra degli altri, sebbene si possa avere un preferito tra i supereroi (io sarà che li ho seguiti tutti nei loro film singoli ma li stimo e apprezzo tutti quanti, forse Iron Man risalta un po’ perché è quello con la battuta sempre pronta, ma per il resto ugualmente straordinari).

E ciò ci ricollega anche agli attori che dopo i loro rispettivi film dimostrano di essersi calati tutti molto bene nel ruolo assegnatogli (particolarmente bravo Tom Hiddleston che interpreta il cattivo Loki). Se devo dire un unico appunto, ho riscoperto Scarlett Johansson che non è solo una macchietta che ogni tanto tira qualche calcio, personaggio interessante anzi.
L’unica cosa che mi è un po’ dispiaciuta è che mancano le spalle dei vari eroi (forse per evitare un sovraffollamento di gente). Si vede solo per pochi minuti la compagna di Tony Stark, Pepper (Gwyneth Paltrow) e solo in foto l'"amica" di Thor, Jane (Natalie Portman), peccato ma fa niente.

Sarebbe quasi inutile poi parlare dell’aspetto visivo degli effetti speciali. Che dire? Era più che ovvio che sarebbero stati straordinari (in particolare la base navale enorme che si alza in volo i cui interni mi hanno ricordato l’Enterprise, non so perché!) davvero immagini da perdere il fiato. E ciliegina sulla torta, anche un ottimo 3D. Non una scusa per aumentare il prezzo del biglietto dando qualche effetto di profondità, ma un elemento che rende ancora più eccezionale e sorprendente ogni scena, dalla semplice chiacchierata all’azione più sfrenata. Una gioia per gli occhi!

Consigliato? È il Marvel perfetto (credo proprio che andrò a rivederlo e comprerò appena esce il dvd), certo sempre se questo genere vi piace, ma anche in caso contrario è indubbiamente un bel prodotto realizzato egregiamente (a questo punto si spera in un sequel, oltre ai già ufficializzati continui di Iron Man & Co. in solitaria).

Vostro David

PS: vi ricordo di non lasciare la sala appena finisce il film, c’è una chicca poco dopo il finale.

martedì 17 aprile 2012

L’Angolo del Pilot presenta: Scandal


Dal titolo uno si aspetta qualche nuova trovata alla Josh Schwartz (in stile Gossip Girl ovvio, non in stile Chuck) e invece questa nuova serie (già al secondo episodio, ogni giovedì) è l’ultima creatura di quella fantastica donna di nome Shonda Rhimes. Già proprio lei, la mente dietro a Grey’s Anatomy (e anche Private Practice, ma di questi tempi non c’è da ostentarlo), che dopo i medical-drama si dà ad un altro genere, allo Scandal.



Inizialmente ero un po’ restio a vedere questo Pilot. I drama seriosi non mi piacciono troppo, poi c’erano di mezzo pure gli avvocati e (a parte Ally McBeal ovviamente) anche quel genere non mi entusiasma particolarmente. Ma ho voluto dare fiducia a Shonda (che nel suo profilo Twitter non faceva altro che pubblicizzare l’evento) e con l’animo in parte speranzoso e in parte titubante, l’ho visto e…ed è stato subito amore!

In perfetto stile Shondaland (la casa di produzione della Rhimes) è una serie corale, dove c’è un gruppo di persone, ognuna con la sua storia e il suo talento, che lavora insieme, ma al posto del bisturi usano l’ingegno e la parola per salvare la vita dei loro clienti. No, non sono semplici avvocati, anzi spesso e volentieri infrangono la legge, né detective privati, sono “solo” la squadra di Olivia Pope.

Olivia Pope. Appena la si nomina tutti sono positivamente impressionati. Era il braccio destro del Presidente degli Stati Uniti (ah non vi ho detto che la serie è ambientata a Washington DC, quindi immaginate quanti Scandali ci sono in giro..) ma per “cause personali” (vedete il pilot e le scoprirete) ha lasciato quel lavoro e si è messa in proprio. Dire in breve cosa fa ora Olivia Pope è difficile (in effetti non l’ho ancora ben capito) ma sappiate che è brillante, astuta, il suo istinto non sbaglia mai, la sua lingua è più tagliente di una spada (caratteristica della serie è che parlano tanto e velocemente, ai livelli di Una Mamma per Amica se non peggio!), insomma una donna con le palle! (senza essere fredda e insensibile però). A differenza del solito Shonda style effettivamente lei è un gradino più su rispetto agli altri personaggi, quasi mi viene da dire che è la protagonista principale, e come vedrete è giusto così.

Scandal ci offre intrighi, segreti inconfessabili (compreso il Presidente) e colpi di scena interessanti. Il ritmo è frenetico, non si perde tempo a chiacchierare nella sala relax, si corre corre corre. Il tutto condito con una buna dose di ironia che non fa mai male. Nel Pilot troviamo tutto questo, oltre ad ottime macro e micro storie (in ogni episodio c’è un caso diverso, affiancato da uno più grosso che si sviluppa nel corso della stagione), ad una sceneggiatura grandiosa (come già detto è molto importante la parola) ed una particolare regia, che segue il ritmo indiavolato della storia con tecniche fighissime (scusate il francesismo ma è così!), la ciliegina sulla torta.

Che aspettate, recuperate il Pilot e amate anche voi Olivia Pope.

Vostro David