mercoledì 21 novembre 2012

The Twilight Saga – La Fine di un’Epoca


Era l’estate del 2008, in giugno se non erro, quando dopo un passaparola tra amici prestarono anche a me questo libro con in copertina due mani bianche che reggono una mela rossa su uno sfondo nero.  Fin dai tempi di Buffy ho sempre adorato la figura mitica dei vampiri e sebbene non fossi un grande fan dei romanzi romantici e sdolcinati ho iniziato con curiosità a legger questo libro dallo strano nome, Twilight.
Nel giro di una giornata avevo già letto 100 pagine e in qualche giorno l’avevo finito arrivando a leggere gli ultimi capitoli fino alle 5 del mattino. Era fatta, ero Totalmente e Incondizionatamente ossessionato.
Di corsa comprai gli altri due libri usciti, New Moon ed Eclipse, leggendoli tutti d’un fiato e fino al 30 Settembre restai in trepidante attesa dell’ultimo capitolo, Breaking Dawn. Avevo visto qua e là alcune foto del cast di attori che avevano scelto per la trasposizione cinematografica e, sebbene avessi qualche dubbio su alcuni di loro, ho finito col far coincidere la mia immagine mentale di quando leggevo ai loro volti.

L’Estate passò così, leggendo e rileggendo i libri e discutendo di ogni dettaglio con le stesse amiche che me l’avevano fatto conoscere. Poi arrivò il giorno dell’uscita del primo film, il 21 Novembre (esattamente quattro anni fa oggi). Avevamo preso i biglietti giorni prima per il primo spettacolo del primo giorno. Era passato un po’ in sordina, qualche sporadico spot in tv, un paio di trailer, qualche sito a riguardo in pratica solo per gente fan dei libri. La sala era mezza vuota quel pomeriggio, ma l’emozione fu tanta. Oggi obbiettivamente non posso non ammettere che Twilight non è proprio un capolavoro della cinematografia, ma anche dopo 11 volte (sì lo ammetto l’ho rivisto 11 volte, di cui 4 al cinema XD) continua a travolgermi ed emozionarmi in modi assurdi e 
 un po’ sconvolgenti. E’ una sensazione del tutto irrazionale che non saprei spiegare se non con anni e anni psicanalisi probabilmente. Ma tant'è, sono un Twilighter e ne sono fiero!

Con l’uscita del film e il passaparola che ha portato milioni di fan in tutto il mondo, la Twilight Saga è diventata presto un fenomeno di massa mondiale, inutile negarlo. Sono il primo a lamentare che una bella fetta di fan formata da ragazzine con gli ormoni nel caos ha spesso e volentieri influenzato negativamente l’immagine che si ha di questa saga che, è sempre importante ricordarlo, è prima di tutto una Saga Letteraria. Quattro meravigliosi libri scritti da una semplice casalinga americana, Stephenie Meyer. Poi i film, gli attori e tutte le altre piccolezze legate al suo franchise vengono in un secondo momento e non come credono certe “fan” che vanno al cinema solo per contare quante volte a film Taylor Lautner si toglie la maglietta. E’ questo che dovrebbero capire anche quelli che disprezzano la Saga a prescindere, marchiata ormai come una “roba da bimbiminkia”. Rispetto di buon grado che la storia possa non piacere, anch'io come ho già detto non so cosa mi spinge ad amarla tanto, ma il rispetto per i gusti personali è una cosa che non tutti colgono.

Questa insomma è la mia esperienza, avevo 17 anni quando è iniziato tutto e ora a 22 sento che questa Saga mi rimarrà per sempre impressa come rappresentante di un certo periodo della mia vita, che mi ha permesso di appassionarmi, di discutere di libri con i miei amici (quanti adolescenti al giorno d’oggi discutono ancora di libri??) e perfino di conoscere nuove persone che ora sono tra i miei più cari amici!
Leggo ancora nuove saghe, come Hunger Games o Shadowhunters (occhio che presto ne sentiremo parlare molto, sperando che il primo film non sia un flop) alla ricerca di quella che possa farmi provare quelle stesse forti emozioni, ma finora niente, non che siano brutte, soltanto che non sono Twilight!

Non ho voluto fare una recensione  per l’ultimo film, Breaking Dawn Parte 2, perché oltre ad essere piuttosto di parte (pure se fosse stato brutto l’avrei comunque amato!), non c’è molto che non sia stato già detto in passato, essendo la diretta continuazione del precedente film (potete rileggere il post sulla prima parte). Bill Condon si conferma il regista migliore della Saga (seguito da David Slade per Eclipse, Chris Weitz per New Moon e ultima Catherine Hardwicke per Twilight) che ha reso perfettamente sullo schermo quanto la Meyer aveva scritto su carta, oltre a quella geniale scena del combattimento finale che ha sorpreso tutti gli spettatori (non entro troppo nei dettagli nel caso qualcuno non ancora vedesse il film). Unica pecca della pellicola, di cui anche la colonna sonora è eccellente, è la resa visiva di Renesmee, la bambina metà umana e metà vampira figlia di Edward e Bella che cresce continuamente. I film della Saga non hanno mai eccelso in effetti visivi, ma il volto completamente rifatto al computer della bambina era davvero inguardabile. Finché non viene sostituito dal grazioso viso della baby attrice Mackenzie Foy, finisce col rovinare i toni affettuosi o cupi delle varie scene in cui è presente. Era un particolare difficile da rifare certo, ma non è riuscito bene purtroppo (almeno però dopo 4 film hanno capito come pettinare i capelli agli attori!).
Il tocco di classe c’è stato con il riepilogo finale di tutti gli attori che hanno preso parte a tutti i film nei titoli di coda, oltre alla scena presente pure nel libro in cui Bella mostra a Edward tutti i suoi ricordi da quando l’ha conosciuto (si sono aperti i rubinetti del pianto in quel momento ovviamente!). 
Nostalgia, nostalgia canaglia!

Oggi guardando questo mega-trailer riassuntivo ho ripensato a quante avventure abbiamo passato insieme a questi personaggi: i primi amori, i misteri da risolvere (non troppo complicati in effetti, ma Bella non era molto sveglia), la scoperta di un mondo soprannaturale assurdo (e decisamente originale), battaglie per la sopravvivenza, triangoli amorosi (ho odiato Bella quando ha baciato Jacob in Eclipse…povero Edward), flash-back di epoche passate, matrimoni sfarzosi e lune di miele sconce (siamo sinceri, attendavamo la loro prima volta da tre libri!!) con risvolti impensabili (vedete a non proteggervi mentre fate sesso!), dolore e ansia, nascite e morti, trasformazioni (Bella versione vampira è una grandissima, scusate il francesismo, gnocca!) e alla fine l’eterna felicità.

Inutile dilungarsi ulteriormente mi pare, questa Saga è più che altro intense emozioni (per chi ha la fortuna di provarle, a mio parere) quindi le parole sono superflue. O la si sente e vive intensamente oppure no.
Grazie alla Summit che ha creduto nel progetto, grazie agli attori e registi che hanno fatto un buon lavoro e grazie soprattutto a Stephenie Meyer che ha creato un mondo dal quale è e sarà sempre bello tornare.
E come scritto nell'ultima pagina di Breaking Dawn:

The End.


Vostro David

domenica 28 ottobre 2012

La Stagione è riaperta! Telefilm 2012-2013


Ben trovati a tutti! Dopo mesi di assenza eccomi a parlarvi della nuova stagione telefilmica che ci terrà compagnia in questi mesi (almeno i fortunati che non verranno cancellati prima!).
Lo so sono in super ritardo. Ci sono serie già arrivate al quinto episodio, ma fra esami, concerti (..OMG ho visto Lady Gaga!!!..ok torno serio) e una dose di pigrizia (siamo sinceri) non ho scritto prima questo post da molti atteso (oppure no, who cares??). Inoltre volevo dare ai miei cari lettori un ventaglio ampio di potenziali nuove serie, (finendo col vedere pilot che mai avrei pensato di vedere!) e  la cosa ha richiesto più tempo del previsto. Passerei quindi all’esporvi in questo mega-post molte delle serie che nel bene o nel male la tv (americana, of course) ci sta regalando da Settembre, tra novità e vecchi amici.

       Once Upon A Time: al grido di “Magic is Coming!” questa serie già cult alla seconda stagione è iniziata in modo entusiasmante e inaspettato, evitando il rischio di annoiarci dopo una prima stagione ricca di eventi. E’ anche vero però che nei 4 episodi finora usciti ci sono non poche perplessità e una serie di alti e bassi che a molti non sono piaciuti. Io resto comunque uno dei fedelissimi che crede in una ottima stagione che ha solo bisogno di tempo per ingranare.

      Glee: l’attendavamo e la temevamo allo stesso tempo, questa quarta stagione che si prospettava piena di cambiamenti sconvolgenti (come ogni quarta stagione di teen drama che si rispetti se ci fate caso!) e così è stato. Tra canzoni stupende (a parte qualche orrenda eccezione, vedi Americano/Dance Again brutalmente storpiate) e nuovi personaggi che a dirla tutta poco ci interessano, Glee ha decisamente rialzato la testa dopo una terza stagione alquanto deludente. Ora siamo già in pausa fino all’8 novembre, e dal finale dell’ultimo episodio trasmesso (super deprimente, ma con certe canzoni sublimi!) è sicuro che ne vedremo delle belle!

      Revenge: Emily Thorne è tornata negli Hampton e farà un culo così a chiunque si metta sulla sua strada. Ma come tutti sanno, anche il cuore più freddo può essere scalfito da qualcosa…o qualcuno. E a parte l’inutilità di certi personaggi (e rispettive storyline) e qualche momento un po’ assurdo, questa seconda stagione ci sta dando e ci darà molte soddisfazioni.

      New Girl / The Big Bang Theory: unisco insieme queste due comedy assolutamente diverse perché in questa stagione stanno avendo più o meno lo stesso comportamento. Entrambe sono fantastiche e fanno sempre più morire dal ridere, ma allo stesso tempo la trama è sempre più lasciata alla deriva. Lo so che le comedy non brillano per le loro trame originali, però ci vorrebbe un pochettino più di senso inserendo un minimo di storia tra una risata e l’altra, tutto qui!

            2 Broke Girls / Raising Hope / Up All Night: per quanto riguarda queste altre comedy niente da ridire. Spassose, esilaranti e come sempre ottime per passare un po’ di tempo in allegria!

·          The Vampire Diaries: quando pensi che non possa più succedere nulla di pazzesco a Mystic Falls ecco che ti arrivano cacciatori di vampiri da ogni lato che neanche Buffy ai tempi d’oro. Questa serie ci tiene sempre incollati allo schermo e sebbene qualche cosa può non piacere particolarmente (ci sarà mai un episodio in cui Elena non rischia di morire?!), dopo quattro stagioni non ci stanca ancora, cosa assai rara ormai per un telefilm!

      Grey’s Anatomy: l’avevamo lasciata con uno dei finali più assurdi e nonsense di sempre. Ora tra morti, amputazioni e gente che se ne va la nona stagione non è proprio iniziata benissimo e forse Shonda (Rhimes, la creatrice) inizia a sentire la stanchezza dopo 9 anni  (osservabile anche da certe storie già viste in precedenti stagioni), ma già dal terzo episodio la situazione si fa migliore e sicuramente più serena, e vogliamo troppo bene ai medici del Seattle Grey per abbandonarli così.

      Private Practice: la notizia circolava già da maggio e dopo la conferma di pochi giorni fa è ufficiale, questa è l’ultima stagione dello spin-off di Grey’s Anatomy (e menomale aggiungerei!). Ormai la si guardava per abitudine e giusto perché adoriamo Addison (che farebbe bene a tornarsene a Seattle!), ma in fin dei conti (e sapendo che a febbraio è tutto finito) questa stagione nei 4 episodi visti finora non è poi così brutta, speriamo insomma per un buon finale. Magari Shonda evita di uccidere tutti però, che con te non si può mai stare tranquilli!

      Scandal: altra creatura della Rhimes, siamo alla seconda stagione e Olivia Pope e soci continuano a piacerci tanto tra segreti governativi, tradimenti e dialoghi ferratissimi. Speriamo continui così.

      Gossip Girl: conto le settimane che mancano al finale. Mi ripeto “Dai sono solo 10 episodi, resisti!”. Non cercano neanche più di dare un minimo di dignità alla storia, ogni puntata tocca nuovi picchi di ridicolaggine, fortunatamente non sono previste pause, per dicembre è finita e scopriremo chi è sta Gossip Girl (per quel che ce ne frega ormai).

      American Horror Story Asylum: dopo aver recuperato la prima stagione questa estate (dovevo assolutamente dare una chance ad una creatura di Ryan Murphy!), questa seconda completamente diversa stagione ci sta offrendo momenti davvero grandiosi e terrificanti. Ryan è un’artista!

     Dont’ Trust the Bitch in Apartment 23: è appena ricominciata questa serie con protagonista la Bitch delle Bitch e tra mille Guest Star e scene geniali quanto nonsense, possiamo già ben sperare per una seconda stagione col botto!

        Pretty Little Liars: non se ne esce è inutile. L’episodio speciale di Halloween è stato particolarmente irritante. Ci vediamo a Febbraio va.


Passando ora alle New Entry che quest’anno non spiccano per qualità se paragonate a quelle dell’anno scorso (non è un caso se la metà delle serie citate finora sono iniziate nella stagione 2011-2012!):

     Beauty and the Beast: le premesse per una stronzata epica c’erano tutte, una “Bella e la Bestia” versione moderna dove Lei (Lana di Smallville) è una detective che indaga nel suo tragico passato e Lui è un soldato-medico creduto morto sottoposto ad esperimenti genetici. Sorprendentemente il pilot non è stato così brutto, ma di certo non così appassionante da dire “Oddio che bello è già la mia serie preferita!”. Difficile vederne un futuro longevo, ma chi può dirlo (anche perché quest’anno incredibilmente stanno confermando per stagioni complete quasi tutte le serie uscite!).

·       Guys with kids: ormai spopolano comedy con giovani protagonisti alle prese con bambini piccoli, ma se magari qualche risata o idea carina ci esce a volte, qui proprio no. Banale banale banale.

      Go On: Matthew Perry non demorde, si sarà detto “Dopo 2 flop deve per forza andarmi bene!” ma Matthew c’è sempre il detto “Non c’è 2 senza 3!”. Forse però non è questo il caso, forse hai finalmente trovato una comedy che possa renderti onore dopo anni dalla fine di Friends. Certo è un po’ troppo simile a Community per alcuni aspetti, ma forse stavolta almeno a 2 stagioni ci arriva! 

             Revolution: l’apocalisse va di moda ed anche la morale ecologista, ma basterà questo a portare la serie che ha unito due grandi registi seriali come JJ Abrams (Lost, Alias, Fringe..) e Eric Kripke (Supernatural) per avere successo? Devo dire che a me personalmente non ha appassionato molto, anzi i primi episodi sono stati spesso noiosi e con molti alti e bassi, ma gli ascolti stavolta mi danno torto tanto da spingere la NBC a chiedere una stagione completa di 22 episodi. Vedremo.

       Partners: caso contrario per questa nuova comedy che io trovo molto simpatica e che invece rischia la cancellazione causa bassi ascolti. Non sarà il massimo, ma ti fa ridere per 20 minuti!

      Elementary: si lo so che ormai il personaggio di Sherlock Holmes è sputtanatissimo tra film e telefilm, ma anche questa versione ambientata a New York e con Watson donna (una meravigliosa Lucy Liu che ho sempre adorato!) ha del potenziale. Dite quel che volete ma a me piace e tanto!

      666 Park Avenuea metà strada fra American Horror StoryGossip Girl e Supernatural questa è sicuramente la serie che più mi crea perplessità quest’anno. Non è male, anzi so che a molti piace, ma ha quel Non-So-Che che non mi convince. Adoro la coppia Terry O’Quinn-Vanessa Williams (mi metti insieme Locke di Lost e Wilhelmina di Ulgy Betty, come non adorarli?!), ma i due protagonisti sono davvero insipidi e noiosi, inoltre la trama è spesso confusa e troppo misteriosa. Non so, dovrò continuare a seguirlo per decidere.

·      Chicago Fire: Lady Gaga ha consigliato a tutti di vedere questa nuova serie. Gaga cara ok che il protagonista insieme a Chase di House è il tuo ragazzo, ma anche NO! Voglio dire, è onorevole che una serie mostri il duro lavoro dei vigili del fuoco che ogni giorno rischiano la vita per salvare la gente, ma le vicende personali dei singoli personaggi sono di una noia colossale! Next!
   
      Arrow: smarrito dopo la fine di Smallville non credevo che una nuova serie su un supereroe potesse convincermi (ci avevano già provato con The Cape ed è stato un super flop!). Un nuovo Freccia Verde non ispirava molto ammettiamolo, e invece mi sono totalmente ricreduto! Anzi, è assurdo dirlo, ma credo che sia stato il pilot migliore della stagione e anche gli episodi successivi si mantengono a quel livello. Che stia nascendo un nuovo piccolo cult per nerd e non solo amanti del genere? Intanto The CW ha già confermato tutta la stagione! Molto Bene.

            Nashvillequando GCB incontra Glee esce uno schifo! Le serie musical sono sempre delicate, la stessa Glee e Smash lo sanno bene, e l’idea di fare una serie nel centro-sud degli States dove la musica country è il pane quotidiano teoricamente potrebbe pure non essere cattiva, ma nella pratica assistiamo al pilot più brutto della stagione, quasi peggio di Dallas quest’estate.  Connie Britton sarà pure brava a cantare, ma era più credibile come moglie cornuta in American Horror Story. Per non parlare di Hayden Panettieri che ti verrebbe voglia di prenderla a schiaffi dalla prima apparizione in memoria dei vecchi tempi in Heroes. Le canzoni sono pure carine, ma il prodotto è davvero scadente.

      The New Normal: e dopo l’horror Ryan Murphy torna a toni più leggeri pur raccontando storie impegnate come in Glee. Forse a volte eccede troppo con il politally correct, ma ci piace che una serie parli di certi argomenti spinosi con tanta ironia. Ryan Like a Boss!  

       Emily Owens MD: è stato uno degli ultimi pilot che ho visto, l’idea che “la Chirurgia è come il Liceo” non mi entusiasmava proprio, non sanno davvero più cosa inventarsi. Poi però l’ho visto e vi dirò, non è così male. Diciamo che è carina, non sbilanciamoci troppo. Forse il secondo episodio lo vedrò, giusto per capire se ho preso un abbaglio o no. Vi farò sapere!


Manca ancora qualche nuova serie all'appello che uscirà tra novembre e inizi 2013. In definitiva quest’anno non è dei migliori per i nuovi show e pure le vecchie glorie un po’ vacillano, ma come sempre il motto è Staremo a Vedere!

Vostro David

martedì 17 luglio 2012

Biancaneve (“Volume 2”) - Biancaneve e il Cacciatore


Pochi mesi fa parlavamo della prima versione di quest’anno di questa classicissima favola (senza contare la versione della serie Once Upon A Time!), ed eccoci ora a parlare del secondo riadattamento, Biancaneve e il Cacciatore.



Sempre evidente la volontà di fare qualcosa di nuovo e diverso (magari prendere soggetti originali non richiederebbe tutte queste energie, ma lasciamo stare..), pur mantenendo certe costanti (la descrizione della protagonista, la strega cattiva e il suo specchio, il cacciatore e il principe, i nani e la mela). Ma a parte questi aspetti, è indubbio che questa sia la versione più innovativa di Biancaneve. Già i toni cupi, che tendono più ai Fratelli Grimm che alla Disney, ci fanno capire che la storia sarà alterata nei dettagli. Non ci si aspetta certo che Biancaneve da emblema della purezza diventi una combattente con tanto di armatura (cosa che ha evidenti controsensi all’interno del film stesso), né del racconto del passato della strega cattiva che quasi ci fa tifare per lei. Ma la cosa più particolare e inaspettata è la figura del Cacciatore che in questo caso diventa molto rilevante (tanto da spodestare i nani nel titolo). Nel viaggio per salvare il suo regno e arrivare al “principe azzurro” (che però è figlio di un duca e conosce Bianca dall’infanzia) la protagonista è affiancata per tutto il tempo da questo burbero cacciatore, Eric (per scoprire il nome l’ho dovuto cercare su Wikipedia perché nel film viene chiamato sempre “Cacciatore”). L’aspetto più assurdo è che questa vicinanza porta lo spettatore ad appassionarsi a questa improbabile coppia (anche per il fatto che invece il “principe” è alquanto inutile e insipido). E qui mi sembra che si finisca per lo stravolgere la storia un po’ troppo. Ma a quanto pare la cosa è voluta perché il finale lascia un po’ di dubbi, che evidentemente dovranno aspettare un seguito (sì, ci sarà un sequel...sempre più assurdo!) per essere chiariti. La cosa mi lascia un po’ interdetto, ma staremo a vedere!

La qualità migliore del film è comunque l’aspetto visivo. I colori freddi e scuri dell’imponente castello della strega o della foresta oscura, in contrasto con il mondo naturale, caldo e luminoso delle creature incantate è solo uno degli esempi di questo lungometraggio che ne fanno apprezzare la fotografia. Gli effetti speciali non mancano, in particolare le già citate creaturine magiche (tra fate bruttine, orchi enormi e mistici cervi bianchi) e lo specchio d’oro che si scioglie per prendere forma umana, una delizia per gli amanti del CGI.

Tutt’altra cosa per quanto riguarda gli attori. Sono tutti bellissimi (a parte i nani per ovvi motivi e il “principe” col volto dell’ex “pirata” Sam Claflin, che non è brutto poveretto, ma a confronto con gli altri è del tutto anonimo). Certo qualche dubbio su chi sia la più bella del reame tra Charlize Theron e Kristen Stewart viene spontaneo (per quanto adori Kristen, la Theron è oggettivamente una gran bella donna!) e di certo non passa inosservato quel ragazzone di Chris Hemsworth che avrà pure lasciato il martello, ma non ha perso i muscoli del possente dio Thor. Ma il bell’aspetto purtroppo non è accompagnato da un’altrettanta bravura recitativa, dobbiamo essere sinceri. Una cosa che ho notato particolarmente è l’enfasi troppo accentuata, soprattutto l’isteria che prende a Charlize in alcune scene dove si mette ad urlare come una pazza senza un motivo preciso.
Mi è piaciuta particolarmente la sua frase “Questo mondo corrotto avrà la regina che merita!” presente anche nel trailer. Solita frecciatina sociale? Forse, ma non ha tutti i torti.

In definitiva vi dirò che il film è bello, ottime le ambientazioni (anche se lo pseudo-Medioevo in cui è ambientato presenta non poche anacronie storiche, meglio pensarlo come al classico tempo indefinito del “C’era una volta..”) e da apprezzare è l’originalità delle strade che prende la trama. Ma la pellicola è caricata da troppe pretese, la volontà di renderlo un film Epico non è supportata dalla sceneggiatura che spesso si perde in sequenze vuote, che forse possono creare un mondo interessante (soprattutto da approfondire in seguito) ma che ai fini del film in sé si potevano evitare.

Consigliato? Direi di sì. Ha i suoi alti e bassi, ma si fa apprezzare.

Vostro David


venerdì 29 giugno 2012

L’Angolo del Pilot presenta: Le serie dell’estate


Per chi si aspettava una tranquilla e noiosa estate con le sue serie tv preferite in ferie dovrà ricredersi, questo è l’anno delle serie estive!
Non ho molta esperienza con le serie estive, solitamente più che guardare telefilm nuovi mi butto su vecchi classici che mi fanno compagnia per tutta la bella stagione (come le 10 stagioni di Friends!), quindi non so se la mia precedente affermazione sia condivisibile da tutti, ma per me lo è.
Avevo sì letto dell’arrivo di qualche nuovo show, ma sapete che spesso non durano (mi viene in mente il mega flop di The Nine Lives of Chloe King dell'anno scorso ad esempio) e per quelli che hanno successo, come Rizzoli & Isles o White Collar (che adoro!) attendo la versione doppiata per comodità e poi dopo la prima stagione tendono a dilatarsi in maniera irritante lungo tutto l’anno, come Pretty Little Liars (mamma che nervi!) quindi non le considero neanche serie estive.
Quest’anno però ho voluto guardare qualche pilot (l’ho fatto anche per i miei fanzzz e per questa rubrica) e l’esperienza mi è piaciuta! Non dico di aver trovato tutti bei prodotti, ma era interessante vedere quali erano le tendenze del momento. Immancabile un remake-reboot-sequel-prequel o quello che è (sapete bene come la penso a riguardo..), oltre a nuovi prodotti con vecchie conoscenze, ma soprattutto grandi nomi dietro la macchina da presa!

  • Bunheads: la trama non mi incuriosiva molto, e devo dire che il pilot ha avuto diversi alti e bassi, ma la mia fiducia verso la creatrice di questa nuova serie è stata talmente forte che ho continuato a seguirla, ed ora, al terzo episodio, già ne sono completamente appassionato! La mente dietro quel capolavoro seriale che è Gilmore Girls (ovvero Una Mamma per Amica), Amy Sherman-Palladino, è tornata con una storia tutta nuova e particolare sul mondo della danza e non solo (portandosi dietro anche alcuni attori della sua cara creatura, tra cui la straordinaria Kelly Bishop-Emily Gilmore). Sarà per l’ambientazione (una piccola cittadina), sarà per i volti familiari o per la musichetta di sottofondo che canta ancora “Lalala” che caricano il mio cuore di ricordi e nostalgia, ma Bunheads è sicuramente una serie che continuerò a seguire! Non è assolutamente ancora ai livelli di Gilmore Girls, ma il potenziale c’è!
  • Dallas: dopo Melrose Place e 90210, la tv americana ripesca, con un improbabile sequel, un’altra serie cult del passato, ma come non mi sono piaciuti i primi due (mi chiedo ancora come 90210 sia arrivato alla quinta stagione!!) non mi è piaciuto neanche questo. Ero restio già dall’inizio, ma non mi piace avere pregiudizi su show che ancora non vedo quindi una possibilità gliel’ho data e…non sono arrivato neanche a metà episodio! Trama vuota, personaggi nuovi insipidi, personaggi vecchi che probabilmente hanno tolto dalle case di riposo tanto sono vecchi e decrepiti. Bocciatissima!
  • Baby Daddy: ok lo ammetto, sono banale, sono frivolo, rido per le cose più stupide (a parte la comicità italiana..non sono così stupido), ma lasciatemi godere questa comedy che non ha nulla di originale (un ragazzo scopre di avere una bambina di pochi mesi ecc..) ma proprio per la sua semplicità e classicità è perfetta come serie estiva. Senza troppe pretese, fa bene il paio con il già consolidato Melissa & Joey (entrambe della ABC Family..la stessa di PLL e Bunheds!) e poi rivedere Jean-Luc Bilodeau (il giovane Josh di Kyle XY) che è diventato grande è divertente (e mi fa sentire alquanto vecchio!!).
  • The Newsroom: sicuramente la serie-evento della stagione, che vanta come suo ideatore Aaron Sorkin (grande sceneggiatore cinematografico, vi dice niente The Social Network?!), non ha deluso le aspettative. La HBO ormai basa la sua identità nel mettere in cantiere serie colossali (cito solo Sex and The City, True Blood, Game of Thrones ecc..) e dopo i vampiri e i re ha voluto approfondire il mondo della Newsroom, ovvero la redazione di un telegiornale americano, con un conduttore un po’ particolare e uno staff tutto da scoprire. Un’ora e 12 di adrenalina (con inquadrature veloci che accentuavano il pathos del momento), discorsi illuminanti (che ridimensionano drasticamente il mito americano) e un alternarsi di momenti grandiosi ad altri piuttosto irritanti. La prima mezz’ora non sapevo se amarlo all’infinito o spegnerlo e mandarlo a quel paese, ma nel complesso davvero eccellente!

Volevo parlarvi anche delle altre serie estive già classiche ormai, ma mi sono dilungato troppo quindi in breve vi dico che Pretty Little Liars è sempre il solito anche in questa terza stagione, tra odio e amore, tra banalità e grandi rivelazioni. Lo stesso vale per True Blood che alla sua quinta stagione mette al fuoco un po’ troppe sotto-trame, molte inutili che potevano evitare, altre decisamente più interessanti! Ma sapete qual è il mio motto ormai…staremo a vedere!

Vostro David

venerdì 1 giugno 2012

Telefilm 2011-2012. Bilancio Finale


E' finito Maggio, il mese degli adii in ambito seriale (oltre ad essere un mese stressantissimo per noi studenti), e visto che mi piace sempre fare qualcosa di nuovo, evitando i soliti banali elenchi, ecco a voi una mia particolare classificazione di tutte le serie che mi (e ci) hanno accompagnato in questi 8-9 mesi. Ogni telefilm ci ha regato qualcosa, dalle grandi emozioni alle noie più pesanti, ma vediamo come ricorderemo le stagioni (per alcuni la prima, per altri addirittura l’ottava) di questo periodo 2011-2012 (mi sono ispirato a qualche awards nello stile XD)

  • Serie Rivelazione dell’anno: Once Upon A Time (da una trama banale un gioiellino già cult!)

  • Serie Flop: Terra Nova (da grandissime aspettative una serie non all’altezza, infatti è stata cancellata..però forse una seconda chance gliela si poteva dare)

  • Grande Rivalutazione: Game of Thrones (abbandonata dopo i primi 4 episodi l’ho                                                                                   riscoperta con piacere da poche settimane)

  • Serie Sottovalutata: Ringer (il ritorno di Sarah Michelle Gellar in tv è stato tormentato e non sempre facile, ma in definitiva un’ottima serie ingiustamente cancellata)

  • Serie Sottovalutata 2: Pan Am (una squisita serie sull'equipaggio di una compagnia aerea degli anni ’60 con una esuberante Christina Ricci. E’ davvero un peccato sia durata solo 14 episodi...)

  • Crisi del Terzo Anno: Glee (io amo questa serie, ma come spesso succede nei teen drama, la terza stagione è stata costellata da trame insensate ed episodi inutili, si è ripresa negli episodi finali però. Grandi aspettative per la Quarta Stagione, ricca di cambiamenti)

  • Serie più cazzuta: Revenge (all’inizio ero un po’ titubante, quanto poteva durare una serie basata su una tizia che voleva Vendetta? ma poi mi sono innamorato di Emily Thorne!)

  • Cinico è bello: 2 Broke Girls e Don’t Trust the B---- in Apartment 23 (New York vista da due punti di vista molto diversi, ma entrambi divertentissimi e assolutamente…cinici!)

  • Ti seguo ma non so perché: Grimm, Girls e Private Practice (trame noiose e sequenze nonsense, quando delle serie non hanno nulla da darti ma le segui lo stesso, così giusto per)

  • Best New Comedy: New Girl (partita alla grande, qualche tentennamento a metà, ma poi finita alla grandissima, la nuova serie con Zooey Deschanel fa troppo troppo ridere!)

  • Good Comedy: Up All Night, Raising Hope e Hot in Cleveland (per quelle serate un po’ mogie non c’è niente di meglio di una buona cara comedy senza troppe pretese!)

  • Da Telefilm a Soap: Gossip Girl (sempre più ridicolo, sempre più assurdo, sempre più soap opera e sempre meno teen drama, potrebbe continuare per anni inutilmente. Fortuna che terminerà con la sesta breve stagione questo autunno. Prima di Natale finisce!)

  •  Guarda cosa ho ripescato: 30 Rock (ne ho sempre sentito parlare, ma non ho avuto mai modo di seguirla, e ora ho visto 5 stagioni in 3 mesi! Tina Fey For President!!)

  • Peggior Finale in miglior Serie: Grey’s Anatomy (dopo una gran bella stagione anche se ormai siamo all’ottavo anno, Shonda Rhimes mi scrive un finale a dir poco pessimo!)

  • Best New Drama: Scandal (avrà rovinato il finale di Grey e annoiato a morte con PP, ma Shonda ha ideato proprio una bella nuova serie, solo 7 episodi ma fantastici. In attesa della seconda stagione!)

  • L’Arte di allungare la zolfa: Pretty Little Liars (finalmente abbiamo scoperto chi è A. (per ora) ma ci sono voluti 22 luuuuunghi episodi per scoprirlo. Consiglio stagioni ridotte!)

  • Musical is the way: Smash (non ho sempre apprezzato certe scelte di trama, ma in definita una serie carina e un musical più moderato e adulto rispetto a Glee. Ci si vede nel 2013!)

  • Gli Intramontabili: The Big Bang Theory e The Vampire Diaries (dopo, rispettivamente, cinque e tre stagioni fa piacere sapere che certe serie non ti deludono mai!)

  • Best Trash Fantasy: The Secret Circle (speravo di trovare una nuova buona serie sulle streghe, e invece ho solo trovato la trashata dell’anno, infatti è stata cancellata. Addio!)

  • Oggi va bene, ma domani chissà: Misfits (dopo una stagione abbastanza carina arriva la notizia che nella prossima stagione quasi tutto il cast cambierà, chissà!)

  • Season Finale: Smallville (dopo 10 anni diciamo addio a Clark Kent, un ottimo prodotto, per un fantasy che ha fatto storia!..includo qui anche House e Desperate Housewives anche se non ancora sono terminati e mi trovo indietro nella visione. Addiooooo!!)

  • J. J. “Flop” Abrams: Alcatraz (JJ ultimamente non ha molta fortuna, è già il secondo anno che una sua nuova creatura chiude alla prima stagione, che succede?? Intanto sto rivedendo con grandissimo piacere Alias, ricordando i tempi d’oro di questo grande regista)

  • Barcollo ma non mollo: Cougar Town (il nostro carissimo cul-de-sac di alcolisti dopo aver affrontato una incerta (ma sempre strepitosa) terza stagione alla ABC in cui la si dava ormai per spacciata, tornerà per una nuova stagione cambiando canale, andando alla TBC!)

  • Serie più Geniale: Community (io ne ho visti tanti di telefilm, ma uno così assurdamente geniale credo mai. Prodotto un po’ di nicchia, è diventata in poco tempo una delle mie serie tv preferite in assoluto! Ora mi sto godendo la terza stagione e a settembre la numero 4!!)


Come sempre mi scuso se manca qualcosa, ma data la solita scelta serie come Chuck, Supernatural, How I Met Your Mother, Fringe, White Collar, Modern Family ecc.. sono per me serie estive dato che aspetto la messa in onda italiana.

Quanto agli Upfront delle nuove serie che arriveranno il prossimo autunno (o il prossimo anno) attendo di vedere i Pilot per parlarne (comunque sul mio profilo Twitter ho commentato un po’ di trailer visti). In effetti ci sono poche serie che sono curioso di vedere: 666 Park Avenue, The New Normal, The Carrie Diaries, Revolution, Elementary e Partners. Staremo a vedere!

Vostro David


venerdì 18 maggio 2012

Dark Shadows


Quando libri, videogiochi, telefilm (e anche giochi da tavolo!) non bastano più come ispirazione, ecco che ripescano (la solita Warner birbona) una soap opera soprannaturale della fine degli anni ’60 e la mettono nelle mani di quel genio pazzo e visionario di Tim Burton che chiama a raccolta la sua cara e straordinaria (e altrettanto pazza) mogliettina Helena Bonham Carter e il suo ormai fidato primo attore Johnny Depp (alla loro ottava collaborazione) ed ecco che ci sfornano Dark Shadows.



Burton ci ha sempre regalato pellicole eccezionali dove a storie travagliate ed emozionanti ha sempre unito ad uno sfondo gotico, oscuro (dark è proprio il caso di dire) quel pizzico di velata ironia che piace tanto. In questo film il marchio Tim Burton è ovunque, rappresenta appieno le sue personali caratteristiche come regista e artista. Ma (ebbene sì c’è un ma!) forse è talmente tanto burtoniano da non esserlo, non del tutto. E’ difficile da spiegare (e anche io non lo comprendo bene) è una sensazione, un retrogusto che resta per tutto il film, come se a tutte queste idee, immagini, scene, musiche magistralmente mescolate, mancasse un qualcosa che renda Dark Shadows un capolavoro senza tempo. Forse se avessi visto la soap avrei colto qualcosa in più (ma scusatemi non ero ancora nato). Perché effettivamente un’altra impressione è quella che ci siano tante sfumature che tutti i personaggi e gli eventi nascondono ma che in due ore non possono essere svelate. Ma questa più che una critica è una semplice annotazione, anzi sono stati bravissimi a modellare 1.225 puntate in una trasposizione che ha una sua logica successione di eventi!

Degli attori, Depp sicuramente interpreta bene la sua parte come sempre, il rigido e involontariamente divertente vampiro che si ritrova in un’altra epoca dove tutte è cambiato (dal 1760 si passa al 1972), ma devo dire che la miglior performance l'ho riscontrata in Chloe Moretz. Questa giovane e promettente quindicenne si è già conquistata le mie simpatie e ammirazione in Kick-Ass, e qui non fa che confermare la sua bravura da nastro nascente del cinema (è da tenere d’occhio!). Il ruolo da adolescente ribelle con un qualcosa che evidentemente nasconde, con quell’aria di menefreghismo e sarcasmo che la accompagna sempre e la passione per la musica, la rendono decisamente il personaggio più intrigante. Ottime anche le altre figure femminili, dalla sempre variopinta Helena che fa una psicologa ubriacona, a Michelle Pfeiffer la cui recitazione è molto pronunciata (quasi da soap direi, quindi voluta?) ma che non stona con il suo ruolo da matriarca che gestisce casa e famiglia, ed infine Eva Green che come fa lei la sensuale e psicopatica strega cattiva nessuno.

Quanto alla colonna sonora, Danny Elfan (un altro affezionato collaboratore di Tim) riesce molto bene ad unire i due generi assoluti del film, il comico e l’horror, in una serie di musiche a tratti a dir poco esilaranti e a tratti decisamente terrificanti. Anche se in certi punti questo cambio di tema, a volte anche piuttosto repentino, può destabilizzare (quando da una scena supercomica si passava in un secondo ad un momento di vera paura mi sentivo particolarmente inquietato). Ad eccezione della musichetta dei titoli di testa che ho trovato del tutto inappropriata per il genere del film, adatta più ad un road movie direi (legata forse all’immagine del treno che dava quell’idea in effetti).

Comunque niente da dire, visivamente ben fatto (anche se mi aspettavo di più, ma la casa-maniero Collins è eccezionale), bravi attori, scene brillanti e di particolare interesse il significato dato al sangue (attenti al monologo iniziale!). In questo periodo di vampiri ovunque, oltre ai classici motivi di vita-morte, nutrimento e maledizione allo stesso tempo, stavolta il sangue è anche il simbolo del legame che unisce e rende importante la famiglia. Tema cardine della storia, i personaggi, prima di essere un gruppo di individui particolari capitanati da un vecchio antenato vampiro, sono una famiglia.

Consigliato? Ma certo! La coppia Burton-Depp non delude, però non so, manca qualcosa per renderlo perfetto, a saperlo cosa!

Vostro David

martedì 1 maggio 2012

Hunger Games


“Hunger Games, un reality show organizzato ogni anno da Capital City con una sola regola: uccidi o muori. Ognuno dei Distretti deve sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e i 18 anni che verrà gettato nell’Arena a combattere fino alla morte. Ne sopravvive uno solo…”



Questo l’incipit del libro Hunger Games (di Suzanne Collins, editore Mondadori) e credo che se vogliate vedere questo film è il caso che lo sappiate. Non il solito fantasy tra draghi, mondi dentro l’armadio o vampiri, niente smancerie tra innamorati. Qui si parla di un futuro post apocalittico dove chi è al potere sottomette il popolo ai suoi, è proprio il caso di dirlo, sporchi giochi. Ma è anche la storia di una povera ragazza, Katniss (del Distretto 12, il più povero) che non sogna un futuro, troppo presa a sopravvivere nel suo misero mondo con la sorellina minore e la madre depressa, che però si ritroverà suo malgrado proprio in questi giochi al massacro. Ce la farà? Riuscirà a tornare a casa dalla sua famiglia, dal suo amico Gale? Le probabilità non sono a suo favore, in 74 anni di giochi solo 2 persone del suo Distretto hanno vinto, lei sarà la numero 3?

Forse sto parlando troppo della storia così come l’ho imparata nel libro (che una cara amica mi ha fatto leggere quasi un anno fa, quando per averne una copia dovevi ordinarla e aspettare un mese, mentre ora è ovunque), ma il bello di questo film sta anche nella fedeltà assoluta al primo volume di questa appassionante trilogia letteraria. Forse inizialmente è un po’ confusionario (ho dovuto spiegare alle amiche con cui ho visto il film alcuni dettagli), ma in definitiva è un’ottima trasposizione. Non tralascia niente di importante e quando cambia qualcosa lo fa per il meglio (soprattutto per evitare monologhi interiori per spiegare certe situazioni). Poteva essere un film vietato ai minori date le scene di forte violenza, ma il regista Gary Ross ha ammortizzato questo fattore senza però far perdere di intensità. L’adrenalina che si sentiva tra le pagine è riportata (se non accentuata) sullo schermo, ogni emozione di odio, di rabbia, di amore e dolore è lì, pronta ad avvolgervi in 143 minuti che volano via in uno schiocco di freccia.

La prima parte è carica di attese, tutti i preparativi per i giochi. Ottime le ambientazioni, rese benissimo le case decrepite del Distretto 12 in contrasto con i lussuosi e imponenti edifici della ricca Capital City (come i loro pacchiani abitanti, con strane ed eccentriche acconciature e abiti. L’apparenza prima di tutto). Ed ancora più appassionante la seconda parte, quella dei veri Hunger Games, tra fitte foreste, strani animali e  pericoli di ogni genere in agguato. Non basta la forza fisica, serve anche astuzia e decisamente molta fortuna, inoltre è essenziale che chi guardi questo agghiacciante reality si interessi a te, così che possa pagare molto per poterti dare una mano come sponsor. Ed è qui che entra in gioco il rapporto particolare che Katniss costruisce con l’altro tributo del suo Distretto, Peeta. Giocano la carta dell’amore tragico, i due innamorati sfortunati che finiranno per uccidersi l’un l’altro. Ma quanto è vero (e soprattutto per chi dei due è vero) e quanto è solo pura strategia?

La scelta degli attori in un primo momento mi aveva lasciato dubbioso, ma poi mi sono felicemente ricreduto su Jennifer Lawrence (Katniss) e Josh Hutcherson (Peeta) che sono stati all’altezza delle grandi aspettative che i loro ruoli da protagonisti richiedevano. Splendida anche la irriconoscibile Elizabeth Banks (qualche telefilo la ricorderà in Scrubs o 30 Rock) che interpreta benissimo la stramba guida ai giochi del Distretto 12, che sembra essere l’unica a trovare eccitante e divertente questa inquietante situazione. Bravo anche Lenny Kravitz che tolti i panni del cantante si dà alla recitazione. E come al solito perfetto nel ruolo più eccentrico di tutti Stanley Tucci, al contrario dell’anonimo (causa anche il suo ruolo, almeno nel primo film) di Liam Hemsworth, che vediamo giusto in qualche scena nel ruolo dell'amico di Katniss, Gale.

Preparate i fazzoletti (c’è da piangere), prendete tranquillanti per tenere a bada il cuore durante le numerose scene ansiosissime e ricche di colpi di scena, e godetevi questa nuova, originale, adrenalinica avventura (e non disperatevi per il finale, è stato già ufficializzato il sequel!). In una battaglia alla sopravvivenza (e anche alla voglia di libertà contro la tirannia) tiferete e amerete la giovane protagonista.

Vostro David

domenica 29 aprile 2012

The Avengers


L’attesa è finita. Dopo 6 film, milioni di dollari e anni di lavorazione e progettazione ecco che è arrivato nelle sale il Film, il primo che unisce alcuni tra i più grandi eroi Marvel (per la precisione Iron Man, Hulk, Captain America, Thor, Vedova Nera, e la new entry Occhio di Falco) in un’unica grande avventura. E non siamo stati assolutamente delusi!



Premettendo che ho sempre apprezzato questo genere di film, The Avengers è sicuramente il migliore che la Marvel abbia elaborato in questi anni. I rischi erano tanti, grosse le aspettative e riunire personaggi che solitamente valgono molto da soli non era facile, ma la scommessa è stata vinta. E ovviamente il merito è anche di quel grande, unico, mitico, il Maestro, Joss Whedon.
Whedon mette tutto se stesso in questo prodotto e se ho ripensato nostalgicamente a combattimenti in stile Buffy (la sua creatura più riuscita) soprattutto nelle scene d’azione con l’unica donna del gruppo, la Vedova Nera (alias Scarlett Johansson), indubbiamente il marchio whedoniano lo si ritrova nell’umorismo che accompagna tutto il film. E’ vero che una caratteristica di questi cinecomics è proprio l’ironia di qualche battuta (soprattutto nei film di Iron Man con il divertentissimo Robert Downey Jr.) ma questa volta si ride per ridere, forte e da mal di pancia. E la bravura di sceneggiatori e regista sta proprio nell’usare l’ironia per allentare la tensione di qualche scena importante, senza renderla una buffonata ovviamente (non che manchino scene emotivamente drammatiche...ma non vi dico altro per evitare spoiler).
Quei 141 minuti scorrono che è una meraviglia, nessun momento superfluo o noioso (non manca la morale del mondo che ha bisogno di uomini giusti ecc..), ogni scena è interessante e ci racconta bene come un gruppo di strani individui non molto disposti al lavoro di squadra, diventino un Team eccezionale per salvare il mondo (una cosa che ho notato è che nella battaglia finale, una volta tanto, si fa attenzione alla gente che si trova sul fuoco incrociato, mentre di solito ti vedi una moria di persone fra esplosioni e disastri senza che nessuno batta ciglio..ci sono anche qui certo, però ci fanno attenzione!).
Il tutto senza che nessuno di loro sia un gradino al di sopra degli altri, sebbene si possa avere un preferito tra i supereroi (io sarà che li ho seguiti tutti nei loro film singoli ma li stimo e apprezzo tutti quanti, forse Iron Man risalta un po’ perché è quello con la battuta sempre pronta, ma per il resto ugualmente straordinari).

E ciò ci ricollega anche agli attori che dopo i loro rispettivi film dimostrano di essersi calati tutti molto bene nel ruolo assegnatogli (particolarmente bravo Tom Hiddleston che interpreta il cattivo Loki). Se devo dire un unico appunto, ho riscoperto Scarlett Johansson che non è solo una macchietta che ogni tanto tira qualche calcio, personaggio interessante anzi.
L’unica cosa che mi è un po’ dispiaciuta è che mancano le spalle dei vari eroi (forse per evitare un sovraffollamento di gente). Si vede solo per pochi minuti la compagna di Tony Stark, Pepper (Gwyneth Paltrow) e solo in foto l'"amica" di Thor, Jane (Natalie Portman), peccato ma fa niente.

Sarebbe quasi inutile poi parlare dell’aspetto visivo degli effetti speciali. Che dire? Era più che ovvio che sarebbero stati straordinari (in particolare la base navale enorme che si alza in volo i cui interni mi hanno ricordato l’Enterprise, non so perché!) davvero immagini da perdere il fiato. E ciliegina sulla torta, anche un ottimo 3D. Non una scusa per aumentare il prezzo del biglietto dando qualche effetto di profondità, ma un elemento che rende ancora più eccezionale e sorprendente ogni scena, dalla semplice chiacchierata all’azione più sfrenata. Una gioia per gli occhi!

Consigliato? È il Marvel perfetto (credo proprio che andrò a rivederlo e comprerò appena esce il dvd), certo sempre se questo genere vi piace, ma anche in caso contrario è indubbiamente un bel prodotto realizzato egregiamente (a questo punto si spera in un sequel, oltre ai già ufficializzati continui di Iron Man & Co. in solitaria).

Vostro David

PS: vi ricordo di non lasciare la sala appena finisce il film, c’è una chicca poco dopo il finale.

martedì 17 aprile 2012

L’Angolo del Pilot presenta: Scandal


Dal titolo uno si aspetta qualche nuova trovata alla Josh Schwartz (in stile Gossip Girl ovvio, non in stile Chuck) e invece questa nuova serie (già al secondo episodio, ogni giovedì) è l’ultima creatura di quella fantastica donna di nome Shonda Rhimes. Già proprio lei, la mente dietro a Grey’s Anatomy (e anche Private Practice, ma di questi tempi non c’è da ostentarlo), che dopo i medical-drama si dà ad un altro genere, allo Scandal.



Inizialmente ero un po’ restio a vedere questo Pilot. I drama seriosi non mi piacciono troppo, poi c’erano di mezzo pure gli avvocati e (a parte Ally McBeal ovviamente) anche quel genere non mi entusiasma particolarmente. Ma ho voluto dare fiducia a Shonda (che nel suo profilo Twitter non faceva altro che pubblicizzare l’evento) e con l’animo in parte speranzoso e in parte titubante, l’ho visto e…ed è stato subito amore!

In perfetto stile Shondaland (la casa di produzione della Rhimes) è una serie corale, dove c’è un gruppo di persone, ognuna con la sua storia e il suo talento, che lavora insieme, ma al posto del bisturi usano l’ingegno e la parola per salvare la vita dei loro clienti. No, non sono semplici avvocati, anzi spesso e volentieri infrangono la legge, né detective privati, sono “solo” la squadra di Olivia Pope.

Olivia Pope. Appena la si nomina tutti sono positivamente impressionati. Era il braccio destro del Presidente degli Stati Uniti (ah non vi ho detto che la serie è ambientata a Washington DC, quindi immaginate quanti Scandali ci sono in giro..) ma per “cause personali” (vedete il pilot e le scoprirete) ha lasciato quel lavoro e si è messa in proprio. Dire in breve cosa fa ora Olivia Pope è difficile (in effetti non l’ho ancora ben capito) ma sappiate che è brillante, astuta, il suo istinto non sbaglia mai, la sua lingua è più tagliente di una spada (caratteristica della serie è che parlano tanto e velocemente, ai livelli di Una Mamma per Amica se non peggio!), insomma una donna con le palle! (senza essere fredda e insensibile però). A differenza del solito Shonda style effettivamente lei è un gradino più su rispetto agli altri personaggi, quasi mi viene da dire che è la protagonista principale, e come vedrete è giusto così.

Scandal ci offre intrighi, segreti inconfessabili (compreso il Presidente) e colpi di scena interessanti. Il ritmo è frenetico, non si perde tempo a chiacchierare nella sala relax, si corre corre corre. Il tutto condito con una buna dose di ironia che non fa mai male. Nel Pilot troviamo tutto questo, oltre ad ottime macro e micro storie (in ogni episodio c’è un caso diverso, affiancato da uno più grosso che si sviluppa nel corso della stagione), ad una sceneggiatura grandiosa (come già detto è molto importante la parola) ed una particolare regia, che segue il ritmo indiavolato della storia con tecniche fighissime (scusate il francesismo ma è così!), la ciliegina sulla torta.

Che aspettate, recuperate il Pilot e amate anche voi Olivia Pope.

Vostro David

venerdì 13 aprile 2012

Biancaneve ("Volume 1") – Mirror Mirror


E dopo tanta attesa (e tante chiacchiere) ecco arrivare nelle nostre sale Mirror Mirror (tradotto nel banale Biancaneve), il primo dei due film (assolutamente scollegati tra loro è bene precisarlo..il titolo “Volume 1” è del tutto ironico) che riprende le avventure della bella Biancaneve.



Sebbene io non condivida molto questo fenomeno attuale di riprendere i vecchi classici (sfruttando fino all’eccesso le fiabe dei fratelli Grimm ad esempio), che a mio avviso denota solo la scarsa originalità del cinema hollywoodiano che in tempi di crisi non rischia quasi mai su soggetti nuovi, devo dire che l’evidente volontà di rivisitare questa stra-famosa fiaba in chiave comica mi è piaciuta (a parte i titoli di coda in stile Bollywood che avrei decisamente evitato!).

I toni colorati, barocchi, strampalati e comici sono sicuramente il tratto distintivo di questa versione, che cerca di trovare in tutti i modi un percorso originale, a volte riuscendoci a volte no. Prendendo come punto di partenza la trama classica, affronta anche temi interessanti come la rivalsa femminile (anche se con la Collins l’effetto è un po’ debole) o le tasse che i poveri cittadini devono pagare per mantenere la vita lussuosa di quelli al potere (che suona decisamente attuale!).

Quanto agli attori, indubbiamente spicca Julia Roberts che si dimostra essere una strega cattivissima e troppo divertente. Sono sue le scene più esilaranti e notevoli della pellicola (come ad esempio il trattamento/tortura di bellezza a cui si sottopone per mantenersi giovane). Lily Collins è un’ottima Biancaneve, col suo viso dolce e delicato (a parte le sopracciglia enormi), peccato che questa Biancaneve debba essere anche tosta e intraprendente, cosa che non le riesce molto bene. Anche Armie Hammer, un attore decisamente eclettico, con il suo bel volto fa bene la parte del principe un po’ sciocco. Molto simpatici e dolci i sette nani, non più minatori ma ladri professionisti (anche i nomi sono diversi, che però bisogna ammettere sono più divertenti di quelli disneyani).

Nota particolare per la colonna sonora. Oltre alle musiche di sottofondo, che seguono ironicamente tutta la vicenda, particolarmente esilaranti sono i suoni surreali di alcuni gesti o situazioni (tipo il luccichio dei denti e gli occhiolini stile comedy vecchia scuola). Senza tali dettagli questa versione non avrebbe la stessa impronta comica!

Consigliato? Per una serata in allegria è molto adatto. Come ho scritto su Twitter, non è né eccessivamente divertente né da semplice sorriso di circostanza. L’aggettivo giusto è Molto Simpatico!

Vostro David

mercoledì 11 aprile 2012

L’Angolo del Pilot presenta: Apartment 23


Preparatevi a molti post perché l’estate si avvicina (più o meno) e per ogni serie che finisce in questo periodo ce n’è un’altra che inizia! Sbucano pilot dal nulla, ma questo era abbastanza atteso. Oggi parliamo di Apartment 23 (o “Don’t Trust the B**** in Apartment 23).



Se il fatto di rivedere James Van Der Beek (meglio noto come Dawson dello stra-cult Dawson’s Creek) che interpreta se stesso (anche se nella serie è un donnaiolo mentre nella realtà è un caro padre di famiglia) non è abbastanza, allora vi racconterò il plot della serie (quanto siete puntigliosi però!). In realtà è un po’ ingarbugliata la storia e solo vedendo il pilot potete capirla, ma per farla breve parla di una classica provincialotta, June, che va a New York pensando di fare un lavoro fighissimo. Ma quando l’azienda per cui dovrebbe iniziare a lavorare fallisce (tempi duri, c’è la crisi!..ma in realtà chiude perché il capo era un delinquente!) si ritrova a dover cercare un nuovo lavoro e un nuovo appartamento, finendo per cadere nelle grinfie dell’imbrogliona Chloe (la Bitch del titolo). Ma l’ingenua June non resterà con le mani in mano!

Ho trovato questo pilot molto interessante. La storia è frizzante, cinica e politicamente scorretta (Adoro!). Basta i soliti buonismi alla Settimo Cielo, il mondo fa schifo e se vuoi sopravvivere devi cacciare gli attributi (magari però non seguite gli esempi non del tutto legali di Chloe per riuscirci!).
Krysten Ritten, che interpreta Chloe, la trovo una brava attrice fin dai tempi di Veronica Mars e Una Mamma per Amica (è un volto famigliare anche al cinema, spesso in commedie romantiche come I Love Shopping e 27 volte in bianco) e al fianco dell’ex Dawson è grandiosa.

Qualche pecca però nel pilot c’è. Effettivamente è tutto molto (troppo?) frenetico. Certo è il pilot di una comedy che deve mettere in moto una serie di eventi e presentare i personaggi in 20 minuti, ma si finisce col saltare un po’ di fasi. Tipo la guerra tra le due coinquiline che diventa presto un’alleanza disorienta un po’ se avviene nel giro di 5 minuti! Ma credo che dai prossimi episodi ci possiamo attendere scene esilaranti e interessanti e una storyline più coerente.

Come avrete capito io ho intenzione di continuare a seguire questo nuovo show (è la terza comedy che inizio in meno di un mese, damit!), ma NY, il cinismo, l’ironia..come resistere?

Vostro David

venerdì 23 marzo 2012

L’Angolo del Pilot presenta: The Exes


In attesa di vedere i nuovi pilot che stanno girando in questi giorni in quel del “nuovo” mondo (che vedremo a settembre-ottobre), vi parlerò questa volta di una serie che è in giro da un po’ ma che solo ora (causa fine di Pretty Little Liars…OMG) ho visto.



The Exes ruota attorno alle vite di 3 uomini divorziati che finiscono per vivere insieme grazie alla loro divorzista nonché vicina di casa. Niente di troppo contorto insomma, ma per una comedy la semplicità è una buona cosa (per le poche che sopravvivono alla prima stagione ovviamente).
Classica comedy con le risate registrate e le solite 4-5 location (tra cui l’immancabile bar sotto casa), che però affronta un argomento nuovo, quello degli ex appunto, non nel modo deprimente tipo l’ultimo film di Verdone, ma con ironia e leggerezza, con battute semplici ma divertenti.

Tra gli attori senza dubbio spicca Donald Faison, l’indimenticabile Turk di Scrubs, che interpreta un donnaiolo che però ha divorziato causa moglie infedele. Simpatici anche gli altri due coinquilini tra cui il ciccione occhialuto Wayne Knight (già visto in Jurassic Park e Space Jam ) che di recente era spesso guest star in Hot in Cleveland. Faccia familiare anche Kristen Johnston che dopo tante comparsate in vari film e telefilm (la ricordo in Sex and the City, quando era un’amica di Carrie che ubriaca fradicia finì col cadere da una finestra di un grattacielo e morire..scena indimenticabile!) ora è una delle protagoniste. Carino l’accostamento di lei, altissima, e della sua assistente (Kelly Stables già vista nello sfortunatissimo Romantically Challenged con Alyssa Milano, cancellato dopo 4 episodi!) che invece è bassissima, potenzialmente un elemento ricco di battute.

Come la maggior parte dei pilot di comedy, anche a causa della durata ridotta, il pilot presenta velocemente le caratteristiche dei 5 personaggi principali attraverso l’evento che fa partire la storia (Stuart fresco di divorzio si trasferisce in un appartamento dove ci sono altri due uomini divorziati), poi gli aspetti negativi che ne conseguono (Stuart è un tipo molto appiccicoso e soprattutto a Phil, che è un po’ il “cattivo” della situazione, la cosa non piace e cerca di mandarlo via) per finire con una situazione che unirà il gruppo, che in conclusione accetterà il nuovo equilibrio creatosi per poi chiudere con una scenetta esilarante che farà prevedere altre divertenti avventure.

In un periodo in cui si pensa alle cose più assurde come soggetti per telefilm, una comedy vecchio stile fa bene e credo che continuerò a seguirla, inoltre il fatto di essere stata già confermata per una seconda stagione fa ben sperare!

Vostro David

giovedì 8 marzo 2012

L’Angolo del Pilot presenta: GCB


Per la festa della donna (festa maschilista che non condivido affatto, dato che le donne meritano molto di più di un semplice giorno all’anno come contentino!) non potevo scegliere miglior serie di cui parlarvi, GCB (ovvero Good Christian Belles..o Bitches).



Serie tutta al femminile dove, tra un versetto della Bibbia e l’altro, un gruppo di perfide donne schifosamente ricche di Dallas tenta di vendicarsi delle angherie subite al liceo da parte della loro ex compagna di scuola, la tipica Mean Girl, che però ora è una seria madre di famiglia che cerca solo di rifarsi una vita dopo la morte del marito, tornando a vivere con la madre nella sua città natale.

La serie annovera nel suo cast Leslie Bibb (la protagonista) che qualcuno di voi ricorderà come Brooke McQueen di Popular, prima serie ideata da Ryan Murphy! E rimanendo in zona Murphy, spicca assolutamente Kristin Chenoweth (la leader del gruppo delle nuove Mean “Girls”) che oltre ad una grandissima carriera a Brodway (notare che le canzoni che fanno da sfondo al pilot sono cantate proprio da lei con un numero anche nel finale), ha interpretato per alcuni episodi la dolce e alcolizzata April Rhodes in Glee. Ed è decisamente il personaggio più interessante e divertente.

Lo stile del pilot, e probabilmente della serie in sé, può essere ben rappresentato già dalla prima scena: il marito di Amanda (la Bibb) presi i soldi della famiglia (si scopre essere un truffatore) scappa con la migliore amica della moglie, ma durante la loro fuga lui…ehm…diciamo che viene distratto da un “servizietto” di bocca della sua amichetta, finendo fuori strada e morendo.
Insomma è evidente la volontà di trattare quelli che sono un po’ i soliti temi da drama in modo caricaturale, in un' ottica decisamente irriverente e burlesca.
C’è chi già critica questa eccessiva ironia, e di certo i passi della Bibbia o gli aneddoti su Gesù che usa soprattutto Carlene (la Chenoweth) per giustificare le sue malefatte, faranno storcere il naso a qualche credente. Ma ricordiamoci che è la satira di una società assolutamente reale, mostrandone tutti i vizi e i lazzi (e a proposito di lazzi, l’atmosfera da rodeo-cowboys-vecchio West è ovunque. Siamo a Dallas dopotutto!).

Insomma tra vecchi rancori, nuove vite, personaggi grotteschi e caricaturali, mariti con torbidi segreti e le messe della domenica, ci sarà sicuramente da divertirsi (qualcuno già parla di un nuovo Desperate Housewives, ma gli ascolti del pilot non sono molto soddisfacenti). Però la cattiveria nascosta dai sorrisi finti da buone cristiane in alcuni punti è un po’ fastidiosa a mio parere. Spero che in seguito la povera protagonista riesca a farsi perdonare integrandosi in questa pittoresca comunità.

Vostro David

martedì 21 febbraio 2012

L’Angolo del Pilot presenta: Smash


Per la nostra cara rubrica sui Pilot questa volta voglio parlarvi del tanto atteso Smash (che si dice quando una cosa è un gran successo) da 3 settimane in America e da questa settimana anche in Italia su Mya ogni domenica.



Ero curioso di vedere questa serie, la seconda a tentare la strada del musical dopo Glee (i produttori hanno ammesso che se non fosse stato per il successo di Glee che ha aperto la strada, difficilmente si sarebbe realizzato questo nuovo progetto!). E’ decisamente diversa dalla comedy di Ryan Murphy, anche perché ruota intorno alla produzione di un musical di Brodway (l’ambientazione newyorkese ci piace sempre) sul “sogno proibito d’America” Marilyn Monroe ed è essenzialmente un drama, con tutti i problemi che si possono avere in questo ambiente: casting, sceneggiatura, budget, equilibrio tra famiglia e lavoro.

Quanto a canzoni ci siamo devo dire. Le due protagoniste che aspirano alla parte di Marilyn sono ovviamente delle eccellenti cantanti e la scelta di inserire una canzone originale (legata al musical) oltre a un paio di cover ad ogni episodio non è male. Dimostra la volontà comunque di tenere l’aspetto canterino un po’ più a margine rispetto a Glee che va sempre dalle 5 alle 10 canzoni per episodio.
Le scenette musicali sono anche belle da vedere, interessante soprattutto quando alternano le prove a come dovrebbe essere l'esibizione all'interno del musical sul palco, con tanto di coreografie e costumi, una cosa del tipo "fra sogno e realtà" (basta vedere la sequenza iniziale).

La recitazione è quella che è. Certo vedere Debra Messing in una veste seria dopo averla amata in Will & Grace è strano, ma passerà. In ogni caso nessuno eccede per la propria interpretazione, neanche Anjelica Huston che a dir la verità, con tutto il rispetto, sembra un vecchio dinosauro col caschetto nero..ma quanto è vecchia??

Le note dolenti (giusto per restare in tema musica) arrivano però dalla storia in sé, o quanto meno dal ritmo. Il pilot dovrebbe essere un’esplosione di azioni che caricano lo spettatore che non può fare a meno alla fine di dire “Ok, devo assolutamente continuare a seguire questo telefilm!!” . Invece qui la lentezza la fa da padrona. Indubbiamente l’atmosfera da “La vera vita di Brodway: oltre i lustrini del palcoscenico tra sangue e sudore” potrebbe essere una bella idea per un reality, ma una serie tv deve essere molto più attiva..insomma la NOIA (ma avendo visto anche il secondo episodio posso dirvi che la situazione migliora).
E poi un’ altra cosa: ok che la sfida fra le due aspiranti Marilyn può essere una storyline interessante, ma quando hai una bionda tutta curve con anni di esperienza nel settore e una bruna magrolina che fa la cameriera, come fai ad avere dubbi su chi delle due possa interpretare la tragica vita della Monroe?!

Consigliato a chi non è ancora stanco della solita ma mai banale morale del “Lotta per i tuoi sogni e ce la farai”, tanto inverosimile quanto affascinante (che volete che vi dica, sono un sognatore!). Inoltre è interessante saperne di più sulla vita della grande diva Marilyn Monroe. 
Tralasciando i momenti ad alto tasso di noia, potrebbe essere una bella serie.

Commenti su Gomiso:

Pilot: ”carino...è lento però...non mi coinvolge...vedremo...”

Secondo Episodio: “meglio del pilot :)”


Vostro David